Facebook

Ieri era il primo pomeriggio in Italia quando Facebook ha cominciato ad avere problemi. Improvvisamente è stato impossibile aggiornare il proprio stato o comunque scrivere qualcosa in gruppi e pagine e perfino utilizzare la funzione “Like”. Ben presto, su altri social network, principalmente Twitter, sono stati postati messaggi di panico ma anche di ironia e #facebookdown è stato molto trendy tra gli hashtag. Dopo qualche ora il guasto è stato risolto e la situazione è tornata pian piano alla normalità.

In seguito ad una class action, il giudice federale americano Richard Seeborg ha stabilito che Facebook pagherà un totale di 20 milioni di dollari per risarcire un gruppo di utenti. I loro volti erano stati utilizzati senza il loro consenso come testimonial del programma pubblicitario “Sponsor stories” nel 2011. Alla fine però ognuno dei 614.000 utenti che hanno partecipato alla class action riceverà solo 15 dollari.

A quasi un anno di distanza dall’offerta pubblica in Borsa di Facebook, avvenuta nel maggio 2012, le conseguenze del flop sono ancora da valutare. Tra i motivi del crollo del valore delle azioni del social network di Mark Zuckerberg ci furono problemi tecnici della piattaforma del Nasdaq. Ieri la Securities and Exchange Commission (SEC) – l’autorità che vigila sulla Borsa americana – ha annunciato di aver approvato un piano di risarcimento per 62 milioni di dollari agli investitori colpiti da quei problemi.

Facebook, Amazon e Google si sono uniti all’associazione Cancer Research U.K. fornendo le risorse necessarie alla creazione di un videogioco per telefoni cellulari davvero speciale. Il suo nome, almeno provvisorio, è GeneRun e servirà alla ricerca sul cancro permettendo a chiunque di esaminare una montagna di dati per trovare piccoli cambiamenti nei geni che possono dare origine a forme di cancro.