Evoluzione

Ricostruzione di Allkauren koi (Immagine cortesia Gabriel Lío)

Un articolo pubblicato sulla rivista “PeerJ” descrive la scoperta di una nuova specie di pterosauro che è stato chiamato Allkauren koi risalente all’inizio del periodo Giurassico. Un team di scienziati ha scoperto uno scheletro parziale nella formazione di Cañadon Asfalto, nella provincia di Chubut, in Patagonia, Argentina, con una scatola cranica in eccellente stato di conservazione. Per questo motivo il suo studio può offrire nuove informazioni sulle origini e sull’evoluzione di questi rettili volanti.

Marcatori di polso e dita nel topo (a sinistra) e nei raggi di una pinna in un pesce (a destra) (Immagine cortesia Shubin laboratory)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sull’evoluzione dalle pinne alle mani. Un team di scienziati coordinati dal paleontologo e biologo dello sviluppo Neil Shubin dell’Università di Chicago, nell’Illinois, ha utilizzato la tecnica di ingegneria genetica CRISPR-Cas9 per dimostrare che le stesse cellule che generano i raggi delle pinne dei pesci hanno un ruolo centrale nella formazione delle dita dei tetrapodi.

Ricostruzione dell'Echovenator sandersi e del suo orecchio interno (Immagine cortesia A. Gennari 2016)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” descrive una ricerca su un antico cetaceo chiamato Echovenator sandersi che mostra come l’udito ultrasonico di questi mammiferi marini sia molto antico. Un team di scienziati guidato da Morgan Churchill del New York Institute of Technology di Old Westbury, New York, ha usato moderne tecniche di scansione per analizzare l’orecchio molto ben conservato di un fossile risalente al periodo Oligocene.

Culex Molestus, la zanzara della metropolitana di Londra

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the Royal Society B” descrive una ricerca sull’influenza delle attività umane sull’evoluzione di varie specie di piante e animali. Secondo un team di ricercatori del Center for Macroecology, Evolution and Climate dell’Università danese di Copenhagen in collaborazione con l’Università del Queensland, gli esseri umani stanno causando l’emergere di nuove specie che però non riescono a sostituire quelle che si stanno estinguendo.

Sclerocormus parviceps intero (a), in dettagli (b, c, d) e in riproduzioni (d, e, f, g) (Immagine

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive l’analisi di un rettile ittiosauriforme vissuto all’inizio del periodo Triassico, circa 248 milioni di anni fa, nell’odierna provincia di Anhui in Cina. Chiamato Sclerocormus parviceps, ha caratteristiche ben diverse dalla maggior parte degli altri membri dello stesso gruppo. Ciò mostra che questi rettili marini si erano evoluti e diversificati rapidamente dopo la grande estinzione della fine del periodo Permiano, molto più di quanto si pensasse.