Evoluzione

Un articolo pubblicato sulla rivista “Genome Biology” mostra come molti animali, inclusi gli esseri umani, abbiano acquisito geni da microrganismi presenti nel loro ambiente in tempi antichi. Ciò è avvenuto tramite il trasferimento genico orizzontale, che trasferisce materiale genetico a cellule non discendenti. L’analisi dei geni di varie specie ha confermato 17 geni già precedentemente identificati come acquisiti in questo modo e ne ha individuati altri 128 presenti nel DNA degli esseri umani.

Il trasferimento genico orizzontale è conosciuto da tempo soprattutto tra i microrganismi. È stato individuato in creature multicellulari primitive come i vermi nematodi e anche negli insetti. Solo negli ultimi anni sono cominciati gli studi per valutarlo tra piante e animali complessi.

Sezione di roccia contenente fossili di circa 2,3 miliardi di anni fa, visibili nelle aree scure (Immagine cortesia J. William Schopf/UCLA Center for the Study of Evolution and the Origin of Life. Tutti i diritti riservati)

Un team internazionale di ricercatori ha scoperto un tipo di microrganismo che vive nelle profondità del mare che appare immutato da oltre 2 miliardi di anni. Esistono molte specie considerate fossili viventi perché sono rimaste molto simili nel corso di molti milioni di anni ma questo è un caso davvero estremo. Si tratta di microrganismi che usano lo zolfo nel loro metabolismo che oggi sono stati trovati nel fango al largo della costa del Cile e sono indistinguibili dai fossili che risalgono a varie epoche passate.

Fossile di Archaeopteryx lithographica al Muséum national d'Histoire naturelle di Parigi

Il più grande progetto di studio genetico degli uccelli, chiamato Avian Phylogenomics Consortium, ha cominciato a dare i suoi frutti. Ben 29 articoli sono stati pubblicati dei quali 8 su un numero speciale della rivista “Science” e gli altri 21 in “Genome Biology”, “GigaScience” e altre riviste ancora. Questo progetto ha impegnato per quattro anni oltre duecento scienziati in molte istituzione di venti nazioni che ha approfondito come non mai lo studio dell’evoluzione degli uccelli mostrando come essa abbia visto una sorta di Big Bang dopo l’estinzione dei dinosauri.

Ricostruzione di varie specie appartenenti al phylum Vetucolia

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Adelaide e del South Australian Museum in Australia ha pubblicato sulla rivista “BMC Evolutionary Biology” un articolo in cui viene spiegato perché i vetulicoli, cioè gli appartenenti al phylum Vetulicolia, potrebbero essere i più strani parenti degli esseri umani.

Queste creature erano vissute nel Cambriano, 500 milioni di anni fa, e i loro fossili erano stati scoperti per la prima volta oltre un secolo fa, nel 1911 ma la loro collocazione tassonomica era rimasta incerta. Dopo questa nuova ricerca le cose potrebbero cambiare.

Esemplare di biscir grigio, formalmente Polypterus senegalus senegalus

Le ricerche sull’evoluzione dei pesci che hanno dato origine ai tetrapodi adattandosi progressivamente alla vita sulla terraferma sono portate avanti generalmente esaminando fossili come quelli di Tiktaalik roseae, una specie risalente al Devoniano, circa 375 milioni di anni fa. Uno studio pubblicato sulla rivista “Nature” è stato invece condotto da tre scienziati della McGill University di Montreal, in Canada, studiando pesci odierni, i biscir grigi (nome scientifico Polypterus senegalus), studiando il loro comportamento sulla terraferma.