
Schermata di Wolfenstein 3D che mostra cibo, tesori e nazisti uccisi
Il 5 maggio 1992 venne rilasciato il videogioco per MS-DOS “Wolfenstein 3D”, una pietra miliare nel campo dei videogiochi creata dalla id Software e pubblicata dalla Apogee Software.
“Wolfenstein 3D” è un FPS, ovvero è giocato da una prospettiva in prima persona perciò l’esperienza dell’azione avviene attraverso gli occhi del protagonista. In questo caso, il giocatore ha il ruolo di William “B.J.” Blazkowicz, un soldato americano che nel corso della II Guerra Mondiale deve fuggire dal castello nazista Wolfenstein in cui è stato imprigionato. La fuga è solo l’inizio di una serie di missioni che includono il recupero di vari tesori.
All’inizio, il giocatore ha a disposizione solo una pistola con una quantità limitata di munizioni e un pugnale che appartenevano alla guardia della prigione ma nel corso delle missioni troverà altre armi da fuoco e munizioni. Per curare le ferite che certamente subirà potrà invece trovare cibo e kit medici. Ovviamente, nel corso delle varie missioni che devono essere completate in sequenza il giocatore dovrà affrontare molti soldati nazisti ma anche cani da guardia e perfino soldati mutanti. Per poter completare ogni missione, il giocatore deve trovare varie chiavi che aprono alcune specifiche porte.
All’inizio, il giocatore ha a disposizione tre vite ma altre possono essere conquistate guadagnando 40.000 punti o trovando gli appositi oggetti che permettono di guadagnarne una direttamente. I vari livelli contengono porte segrete che portano a ulteriori tesori e munizioni. È anche incluso un livello segreto.
“Wolfenstein 3D” venne rilasciato come shareware, ovvero in una versione limitata a un episodio chiamato “Escape from Castle Wolfenstein” composto da dieci missioni, che poteva essere liberamente copiata. Chi apprezzava il gioco poteva acquistarne la versione commerciale, che includeva anche altri due episodi intitolati “Operation: Eisenfaust” e “Die, Führer, Die!”.
Ogni episodio viene completato quando il giocatore riesce ad uccidere un boss che è nemico particolarmente difficile da uccidere. Alla fine del terzo episodio, il boss è Hitler in persona!
“Wolfenstein 3D” fu da subito un successo ma diede inizio anche ad una controversia a causa dell’uso dei simboli nazisti. In Germania, per molti anni ne venne proibita la vendita.
Successive versioni di “Wolfenstein 3D” inclusero un “mission pack”, ovvero altri tre episodi chiamati “The Nocturnal Missions” i cui titoli individuali sono “A Dark Secret”, “Trail Of The Madman” e “Confrontation”. Questi episodi formano una sorta di prequel incentrata sui piani nazisti per la guerra chimica.
Un altro prequel separato intitolato “Spear of Destiny” venne pubblicato nel settembre 1992. Questo gioco comprendeva 21 missioni che includevano due livelli segreti. Nel 1994 vennero creati due mission pack intitolati “Return to Danger” e “Ultimate Challenge” composti da 21 missioni ciascuno che però ebbero scarso successo.
Grazie al suo successo, “Wolfenstein 3D” venne portato anche sotto altre piattaforme, comprese varie console di gioco. Il 21 luglio 1995 i sorgenti del gioco vennero rilasciati dalla id Software, che invece mantenne il controllo degli altri dati del gioco. Nonostante l’età, ancora l’anno scorso il gioco è stato portato sotto Android.
“Wolfenstein 3D” è una pietra miliare perché ha lanciato i giochi del tipo FPS. I giochi in prima persona esistono dagli anni ’70 ma fu solo all’inizio degli anni ’90 che i computer divennero sufficientemente potenti per fornire un passabile realismo aggiungendo la terza dimensione all’esperienza di gioco.
Nel 1991, la id Software pubblicò il gioco “Catacomb 3-D”, il primo vero FPS moderno. Il motore grafico del gioco venne perfezionato per creare “Wolfenstein 3D”, una sorta di versione aggiornata alle nuove tecnologie dei giochi degli anni ’80 “Castle Wolfenstein” e “Beyond Castle Wolfenstein”.
Il successo di “Wolfenstein 3D” portò a ulteriori sviluppi del motore grafico i cui risultati vennero utilizzati nel 1993 per la creazione di un altro gioco ormai leggendario: “Doom”.
Nel 2001 venne pubblicato “Return to Castle Wolfenstein”, un reboot di “Wolfenstein 3D” che utilizza il motore grafico di “Quake III Arena”. Nel 2009 venne pubblicato il sequel “Wolfenstein”, che utilizza il motore grafico di “Doom 3″.
Questa serie di giochi il cui ultimo, per ora, rappresentante è “Rage”, ha avuto un realismo sempre maggiore grazie alla continua crescita della potenza dei computer. Oggi “Wolfenstein 3D” sembra davvero primitivo e non a caso è possibile giocarci su un telefonino. Per me è stato strano giocarci di nuovo dopo tanti anni, per la cronaca sotto Linux usando DOSBox, ma vent’anni fa rappresentava lo stato dell’arte nel campo dei videogiochi. Se oggi è possibile avere un FPS dal realismo incredibile è anche grazie al successo di “Wolfenstein 3D”.

Schermata di Wolfenstein 3D che mostra il boss della prima missione






