Il romanzo breve “Alba eterna” (“To Bring the Light”) di David Drake è stato pubblicato per la prima volta nel 1996. In Italia è stato pubblicato da Mondadori all’interno del n. 1361 di “Urania” e all’interno del n. 175 di “Urania Collezione” nella traduzione di Gioia Selis.

Flavia Herosilla è una donna ben istruita che vive nella Roma imperiale quando viene investita da una tempesta e quasi colpita da un fulmine. Stordita, fatica a riprendere piena coscienza e quando ci riesce si rende conto di non essere più nello stesso posto. In qualche modo ha viaggiato indietro nel tempo fino al periodo in cui Roma sta per essere fondata.

John Herbert Varley è nato il 9 agosto 1947 a Austin, in Texas, negli USA. A metà degli anni ’70 John Varley cominciò a pubblicare racconti di fantascienza e tra essi c’erano i primi della serie degli Otto Mondi, una storia futura del sistema solare segnata dall’invasione della Terra da parte di una specie aliena. Questi invasori intendono proteggere i cetacei terrestri dagli effetti delle attività umane e per questo motivo distruggono le infrastrutture costruite sulla Terra. La maggior parte degli umani emigra per colonizzare il resto del sistema solare e solo alcune tribù rimangono sulla Terra vivendo come primitivi.

Alla fine degli anni ’70 John Varley cominciò anche la trilogia di Gea, composta da “Titano” (“Titan”) del 1979, “Nel segno di Titano” (“Wizard”) del 1980 e “Demon” (“Demon”) del 1984. La storia è incentrata su un gigantesco habitat artificiale a forma di ruota popolato da strane specie viventi create da un’intelligenza aliena. In questa serie l’autore ha usato vari elementi tipici del genere fantasy ma tutto ha una spiegazione scientifica.

Spesso John Varley è stato paragonato a Robert A. Heinlein per i temi di tante sue storie come liberà personale e sessualità. Le somiglianze sono visibili in particolare in romanzi come “La spiaggia d’acciaio” e nella serie Thunder and Lightning, ispirata ai “juvenile” di Heinlein.

Abisso del passato di L. Sprague de Camp

Il romanzo “Abisso del passato”, conosciuto anche come “L’abisso del passato” (“Lest Darkness Fall”) di L. Sprague de Camp è stato pubblicato per la prima volta nel 1941. In Italia è stato pubblicato come “L’abisso del passato” da Ponzoni Editore nel n. 42 di “Cosmo” e nel n. 20 di “Cosmo. I Capolavori della fantascienza” nella traduzione di Gianni Atom, come “Abisso del passato” dall’Editrice Nord nel n. 4 di “Cosmo Oro” e da Mondadori come “L’abisso del passato” all’interno del n. 1361 di “Urania” e come “Abisso del passato” all’interno del n. 175 di “Urania Collezione” nella traduzione di Renato Prinzhofer.

Martin Padway è un archeologo americano in visita a Roma. Un giorno del 1938 sta visitando il Pantheon quando scoppia una forte tempesta e viene quasi colpito da un fulmine. Stordito, si rende lentamente conto che la gente attorno a lui è vestita in modo strano e parla in modo quasi incomprensibile in una lingua che non è l’italiano.

Ripresosi dallo stordimento, Martin Padway cerca di capire cosa sia successo e, chiedendo la data nel latino parlato dalle persone che incontra, scopre di essere nella Roma del 535 d.C. durante il regno di re Teodato. Non ha alcun modo di ritornare al suo tempo perciò deve cercare di sopravvivere sfruttando le sue conoscenze moderne con la consapevolezza che l’Italia sta per essere invasa dall’esercito dell’imperatore Giustiniano.

Parte dell'esemplare di Borealopelta markmitchelli (Foto cortesia Royal Tyrrell Museum)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” descrive lo studio dei fossili eccezionalmente conservati di un dinosauro corazzato che è stato chiamato Borealopelta markmitchelli. Classificato come parte della famiglia dei nodosauridi (Nodosauridae), secondo i ricercatori di MIT, Newcastle University, University of Bristol e Royal Tyrrell Museum che l’hanno esaminato nonostante l’armatura veniva cacciato da predatori.

Maschio e femmina di ragno di casa comune

Un articolo pubblicato sulla rivista “BMC Biology” descrive una ricerca genetica che mostra una duplicazione dell’intero genoma nel corso dell’evoluzione degli aracnidi. Un team internazionale di ricercatori in collaborazione con lo Human Genome Sequencing Center al Baylor College of Medicine ha analizzato il DNA del ragno di casa comune (Parasteatoda tepidariorum) e quello di uno scorpione nord-americano, il Centruroides sculpturatus, concludendo che discendono da un antenato comune che visse oltre 450 milioni di anni fa.