Teschio di Zuul crurivastator (Foto cortesia Brian Boyle/Royal Ontario Museum)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Royal Society Open Science” descrive lo studio di un dinosauro chiamato Zuul crurivastator vissuto circa 75 milioni di anni fa nell’odierno Montana, negli USA. Si tratta di un Anchilosauro, un gruppo di erbivori corazzati apparsi nel periodo Giurassico che vissero fino alla fine del Cretaceo. Il nome Zuul è ispirato al mostro del film “Ghostbusters” perché gli scopritori vi hanno visto delle somiglianze.

2010: Odissea due di Arthur C. Clarke

Il romanzo “2010: Odissea due” (“2010: Odyssey Two”) di Arthur C. Clarke è stato pubblicato per la prima volta nel 1982. È il secondo libro della serie dell’Odissea nello spazio e il seguito di “2001: Odissea nello spazio”. In Italia è stato pubblicato di Rizzoli in “La Scala”, edizione ripubblicata da Club degli Editori ed Euroclub, nel n. 609 di “Biblioteca Universale Rizzoli” e nel n. 231 di “SuperBUR” e da R.L. Libri nel n. 31 bis di “SuperPocket. Bestseller” nella traduzione di Bruno Oddera e da Fanucci in “Collana Narrativa” nella traduzione di Fabio Gamberini.

Sono passati nove anni dal disastro dell’astronave Discovery e sulla Terra nessuno ancora sa cosa sia successo davvero. Le osservazioni indicano che la sua orbita è diventata instabile con la prospettiva che precipiti su Giove. La sua distruzione significherebbe perdere ogni speranza di scoprire cosa sia successo alla spedizione.

Per gli USA risulta impossibile organizzare una spedizione di salvataggio che arrivi in tempo mentre l’URSS ne stava già organizzando una da tempo. Heywood Floyd e il dottor Chandra, il creatore di HAL 9000, partono sull’astronave Leonov verso Giove, dove li aspettano la Discovery ma anche la versione del monolito più grande rispetto a quello scoperto sulla Luna.

Roger Joseph Zelazny nacque il 13 maggio 1937 a Euclid, nell’Ohio, negli USA. Inizialmente, la sua carriera di scrittore venne portata avanti nel tempo libero scrivendo narrativa breve e solo nel 1965 una versione tagliata del suo romanzo “Io, l’immortale”, conosciuto anche come “Io, Nomikos, l’immortale” (“…And Call Me Conrad”) venne pubblicata sulla rivista “The Magazine of Fantasy and Science Fiction”. Nel 1966 il romanzo venne pubblicato come libro in versione integrale con il titolo “This Immortal”. Il romanzo vinse il premio Hugo.

Nel 1965 Roger Zelazny pubblicò anche il romanzo breve “He Who Shapes”, vincitore del premio Nebula, che venne espanso nel romanzo “Signore dei sogni” (“The Dream Master”) del 1966. Nel 1967 Roger Zelazny pubblicò il romanzo “Il signore della Luce” (“Lord of Light”), che vinse il Premio Hugo.

Nel 1970 Roger Zelazny pubblicò il primo libro del ciclo fantasy delle Cronache di Ambra “Nove principi in Ambra” (“Nine Princes in Amber”). I primi cinque libri, pubblicati nel corso degli anni ’70, descrivono le avventure del principe Corwin di Ambra e sono per questo motivo chiamati anche Ciclo di Corwin.

Roger Zelazny morì il 14 giugno 1995 a causa di un cancro che gli provocò anche disfunzioni renali. Alcune opere vennero pubblicate postume come “Psyconegozio” (“Psycoshop”) nel 1998, un romanzo cominciato da Alfred Bester.

Il teschio dell'Homo naledi soprannominato Neo (Immagine cortesia John Hawks/University of Wisconsin-Madison/Wits University)

Tre articoli pubblicati sulla rivista “eLife” descrivono altrettanti aspetti delle ricerche sugli Homo naledi, gli ominidi scoperti nel sistema di grotte chiamato Rising Star in Sud Africa. L’annuncio della loro scoperta nel settembre 2015 era stato accompagnato da molte domande. Nuovi fossili sono stati scoperti mentre gli individui originali sono stati datati tra 236.000 e 335.000 anni, relativamente giovane considerate varie loro caratteristiche primitive.

Acritarco trovato nella formazione Doushantuo (Immagine cortesia John Cunningham, University of Bristol)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of the Geological Society” descrive una ricerca su fossili risalenti a circa seicento milioni di anni fa ritrovati nella località cinese di Weng’an. Un team di ricercatori guidati dall’Università britannica di Bristol ritiene che potrebbe trattarsi non di alcuni dei più antichi resti di animali mai trovati bensì di alghe.