Televisione

Doctor Who - The Tenth Planet

“The Tenth Planet” è un’avventura della quarta stagione della serie classica di “Doctor Who” trasmessa nel 1966. È composta da quattro parti, scritta da Kit Pedler e Gerry Davis e diretta da Derek Martinus.

Il Tardis si materializza al polo sud della Terra, nel 1986. Il Primo Dottore (William Hartnell), Ben (Michael Craze) e Polly (Anneke Wills) vengono arrestati dalle guardie della base Snowcap, che tra le altre cose è un centro di controllo per missioni spaziali e sta gestendo i contatti con una navicella in orbita. Una serie di strane rilevazioni preoccupa i responsabili della missione ma è nulla in confronto alla scoperta che un pianeta sconosciuto si sta avvicinando alla Terra.

Il Dottore rivela che il misterioso pianeta si chiama Mondas e che i suoi abitanti arriveranno presto sulla Terra ma non viene creduto. Mentre la navicella in orbita subisce una perdita di energia, la base Snowcap viene attaccata da tre Cybermen, abitanti di Mondas che nel corso del tempo hanno sostituito sempre più parti organiche dei loro corpi diventando cyborg. I Cybermen vogliono portare i terrestri su Mondas e farli diventare come loro.

LeVar Burton nel 2014

Levardis Robert Martyn “LeVar” Burton Jr. è nato il 16 febbraio 1957 a Landstuhl, nell’allora Germania Ovest, dove lavoravano i suoi genitori. È celebre soprattutto per il suolo del giovane Kunta Kinte nella versione originale della serie “Radici” e per quello di Geordi La Forge nella serie televisiva “Star Trek: The Next Generation”, interpretato anche in vari film legati alla saga. È anche regista e produttore televisivo.

John Hurt nel 2015

Ci ha lasciati l’attore John Hurt. Il suo primo ruolo importante arrivò nel film “Un uomo per tutte le stagioni” (“A Man for All Seasons”) del 1966, che vinse molti premi e gli valse la prima nomination al premio BAFTA. Vinse quel premio per il suo ruolo nel film TV “The Naked Civil Servant” del 1975. Gli anni successivi portarono grandi successi a John Hurt con ruoli come quello di Caligola nella mini-serie “I, Claudius” del 1976 e altri rimasti celebri in film come “Fuga di mezzanotte” (“Midnight Express”) del 1978, per il quale vinse il Golden Globe e il BAFTA, “Alien” del 1979, “The Elephant Man” di David Lynch del 1980 e “Orwell 1984” (“Nineteen Eighty-Four”) del 1984.

Tra le partecipazioni televisive di spicco di John Hurt c’è certamente quella nel ruolo del Dottore della Guerra in “Doctor Who” tra i protagonisti dell’episodio speciale per il 50° anniversario della serie “Il giorno del Dottore” (“The Day of The Doctor”). L’attore riprese quel ruolo in alcune avventure audio.

Doctor Who - Frontios

“Frontios” è un’avventura della ventunesima stagione della serie classica di “Doctor Who” trasmessa nel 1984. Segue “The Awakening” ed è composta da quattro parti, scritta da Christopher Bidmead e diretta da Ron Jones.

Il Tardis porta il Quinto Dottore (Peter Davison), Tegan (Janet Fielding) e Turlough (Mark Strickson) nel lontanissimo futuro, sul pianeta Frontios. Lì quello che potrebbe essere l’ultimo gruppo di esseri umani viventi lotta per sopravvivere a quelli che sembrano attacchi dal cielo.

Il giovane Plantagenet ha ereditato il comando della colonia dal padre ma non ha modo di contrastare le piogge di meteoriti che regolarmente si abbattono su Frontios. Il Dottore non dovrebbe interferire con gli eventi ma decide di aiutare i soccorsi ai coloni feriti dopo una di queste piogge. Non si tratta solo di rocce che cadono sul pianeta perché durante uno di questi eventi il Tardis viene distrutto.

Jihae durante un'esibizione nel 2010

Il 18 dicembre (il 20 dicembre in Italia) è terminata la miniserie “Marte”.

“Marte” (“Mars”) è un docudrama, in parte un documentario dedicata ai programmi spaziali con filmati d’archivio e interviste a persone coinvolte in vari modi e in parte un telefilm che racconta la storia della prima spedizione su Marte con astronauti a partire dal 2033. Le due parti sono mescolate in modo da dare una maggiore impressione di verosimiglianza agli eventi del futuro, come se fossero una continuazione di quelli della parte documentaristica.

La miniserie, che consiste di 6 episodi, è basata sul libro “How We’ll Live on Mars” di Stephen Petranek, un giornalista che ha illustrato i possibili sviluppi del programma spaziale americano e la possibilità che esseri umani vivano sul pianeta Marte entro il 2027. Quest’idea è basata su una serie di fattori che includono sviluppi tecnologici e scientifici ma anche economici perché ci sono anche aziende private che stanno cominciando ad aprire un vero e proprio mercato nello spazio che include commercio e turismo.