Paleontologia

I rettili conservati nell'ambra (Foto David Grimaldi)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” descrive gli esami effettuati su resti di lucertole e di un camaleonte primitivo conservati in maniera straordinaria nell’ambra. Si tratta di un totale di 12 esemplari dei quali un geko, una lucertola arcaica e il camaleonte sono risultati particolarmente ben conservati. Si tratta di anelli mancanti nella storia di queste specie perciò stanno fornendo nuove informazioni sull’evoluzione di questi animali.

Filamenti di Tortotubus protuberans (Immagine cortesia Martin R. Smith)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Botanical Journal of the Linnean Society” descrive una ricerca su un fossile di Tortotubus protuberans, una specie di funghi primordiali identificati come i più antichi organismi vissuti sulla terraferma finora scoperti. Il fossile risale a circa 440 milioni di anni fa e si tratta di un organismo che fu fondamentale per aprire la strada ad altre forme di vita sulla terraferma.

Fossile di Chengjiangocaris kunmingensis e ingrandimento di una parte della corda nervosa (Immagine cortesia Jie Yang e Yu Liu)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive una ricerca condotta su cinque fossili di Chengjiangocaris kunmingensis, un artropode che aveva un aspetto simile a quello dei crostacei vissuto circa 520 milioni di anni fa nell’odierna Cina. Essi si sono conservati splendidamente, tanto che i singoli nervi sono visibili costituendo i fossili più antichi a mostrare tali dettagli.

Spugna marina della specie Aplysina aerophoba

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive una ricerca che fornisce indizi sul fatto che antichissime spugne marine siano i primi animali esistiti sulla Terra. Uno studio diretto dal dottor David Gold del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha ottenuto questa conclusione attraverso l’analisi di una molecola fuori dal normale trovata in rocce vecchie di 640 milioni di anni.

Ricostruzione dell'attacco di un trilobite a una creatura vermiforme (Immagine cortesia Stacy Turpin Cheavens of the Department of Orthopaedic Surgery, University of Missouri)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology” descrive una ricerca su fossili davvero eccezionali perché hanno mantenuto negli antichissimi sedimenti oceanici le tracce lasciate nel periodo Cambriano da trilobiti e dalle loro prede, creature dall’aspetto di vermi. La loro analisi svela i comportamenti predatori dei trilobiti, che erano già sofisticati oltre mezzo miliardo di anni fa.