Paleontologia

Esemplare di Chilesaurus holotype

Un articolo pubblicato sulla rivista “Biology Letters” descrive una ricerca sul Chilesaurus diegosuarezi, un dinosauro che aveva suscitato perplessità tra i paleontologi perché sembrava un cugino vegetariano del T.rex e aveva altre caratteristiche che lo rendevano una sorta di puzzle di pezzi di varie specie. Secondo Matthew Baron e Paul M. Barrett questo dinosauro che visse nell’odierno Cile circa 145 milioni di anni fa rappresenta un anello mancante che mostra come i teropodi carnivori si siano evoluti in ornitischi erbivori con il collo lungo.

Estratto di rocce sedimentarie (Foto cortesia Stuart Hay/ANU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che offre una spiegazione all’apparizione degli animali sulla Terra. Secondo un team di ricercatori guidati dalla Australian National University (ANU) gli animali si sono evoluti al culmine di una serie di eventi. Ci fu la fine del periodo glaciale conosciuto come Terra a palla di neve e la diffusione delle alghe, che diventarono assieme a sostanze semplici una fondamentale fonte di nutrienti che permise a organismi più complessi di emergere.

Lo scavo di ossa di Patagotitan mayorum (Foto cortesia Museo Egidio Feruglio)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the Royal Society B” descrive lo studio del più massiccio titanosauro scoperto finora. Chiamato Patagotitan mayorum, era lungo circa 37 metri, alto circa 6 metri e il suo peso è stato stimato a 69 tonnellate, misure che ne fanno il più grande animale mai vissuto sulla terraferma conosciuto. Visse nel tardo Cretaceo, tra 95 e 100 milioni di anni fa, nell’odierna Patagonia, in Argentina.

Il cranio del Nyanzapithecus Alesi (Foto cortesia Fred Spoor)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta in Kenya di un cranio appartenente a un cucciolo di una specie di scimmia antropomorfa che è stata chiamata Nyanzapithecus Alesi. Datato circa 13 milioni di anni, l’esemplare è morto a un’età stimata di soli 16 mesi circa ma non è possibile stabilire se fosse maschio o femmina. Il cranio è il più antico trovato finora appartenente a un antenato di ominidi e scimmie antropomorfe.

Parte dell'esemplare di Borealopelta markmitchelli (Foto cortesia Royal Tyrrell Museum)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” descrive lo studio dei fossili eccezionalmente conservati di un dinosauro corazzato che è stato chiamato Borealopelta markmitchelli. Classificato come parte della famiglia dei nodosauridi (Nodosauridae), secondo i ricercatori di MIT, Newcastle University, University of Bristol e Royal Tyrrell Museum che l’hanno esaminato nonostante l’armatura veniva cacciato da predatori.