Paleontologia

Siphusauctum lloydguntheri (Foto cortesia Julien Kimmig | KU News Service)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Paleontology” descrive l’identificazione di un animale che visse nel Cambriano medio, tra 513 e 501 milioni di anni fa circa. Chiamato Siphusauctum lloydguntheri, è stato studiato grazie a un esemplare scoperto anni fa nello Utah. Secondo i ricercatori che l’hanno studiato si tratta del più antico animale che si nutriva tramite filtraggio scoperto in Nord America.

Fossile di Ieldraan melkshamensis (Immagine cortesia Davide Foffa)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Systematic Palaeontology” descrive una ricerca su un predatore marino recentemente identificato e chiamato Ieldraan melkshamensis. Si tratta di rettile lungo circa 3 metri che viveva nei mari bassi e caldi che coprimvano la maggior parte dell’attuale Europa nel Giurassico medio, circa 163 milioni di anni fa. Questa specie è stata classificata come parte della tribù tassonomica dei Geosaurini e fornisce nuove informazioni sull’origine dei lontani parenti degli odierni coccodrilli.

Palaeolenus lantenoisi (Immagine cortesia Hopkins et al)

Un articolo pubblicato sulla rivista “PLOS ONE” descrive una ricerca su trilobiti primitivi con la scoperta del più antico sistema digerente consistente sia di ghiandole digerenti che di un gozzo. Un team di ricercatori guidato da Melanie Hopkins, assistente curatore nella Divisione di paleontologia del Museo Americano di Storia Naturale, ha esaminato 270 esemplari dei quali la maggioranza è stata scoperta nella provincia cinese di Yunnan, dove vissero oltre 500 milioni di anni fa, scoprendo che almeno le specie Palaeolenus lantenoisi e Redlichia mansuyi avevano uno stomaco.

Linguamyrmex vladi (Immagine cortesia Phillip Barden et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Systematic Entomology” descrive una ricerca su una formica vissuta circa 98 milioni di anni fa e conservatasi nell’ambra. Chiamata Linguamyrmex vladi, è stata studiata usando tecnologie moderne da un team di ricercatori guidati dal dottor Phillip Barden. È risultato che si trattava di una specie con caratteristiche morfologiche che indicano un comportamento da predatore molto specializzato. Essa faceva parte di un gruppo oggi estinto soprannominato “formiche dell’inferno” e si nutriva del sangue delle sue prede.

La ricostruzione delle tane fossili (Immagine cortesia Luke Parry - University of Bristol)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive lo studio di tracce lasciate da organismi vissuti oltre mezzo miliardo di anni fa che potrebbero essere importanti per capire come si sono evoluti gli animali. Un team di ricercatori ha scoperto tracce fossili di impronte e tane lasciate da alcuni tra i primi organismi capaci di compitere movimenti attivi. Quelle creature erano piccolissime, con uno spessore paragonabile a quello di un capello che poteva andare dai 40 ai 300 micrometri, ma tra essi ci potrebbero essere gli antenati della maggior parte degli animali.