Paleontologia

Ricostruzione dello scheletro di Lucy (Australopithecus afarensis)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature” e uno sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” (PNAS), descrivono una ricerca sulla possibile convivenza tra diverse specie di ominidi in Africa orientale tra 3,8 e 3,3 milioni di anni fa. Nel 2015 fossili trovati in Etiopia sono stati assegnati a una nuova specie chiamata Australopithecus deyiremeda, che viveva vicina alla specie Australopithecus afarensis, quella a cui apparteneva il celebre esemplare soprannominato Lucy.

Un articolo pubblicato sulla rivista “South African Journal of Science” descrive le sofisticate tecnologie utilizzate per creare una mappa tridimensionale della grotta in cui sono state trovate le oltre 1.500 ossa fossili degli ominidi chiamati Homo Naledi. Il team del professor Lee Berger dell’Università del Witwatersrand’s (Wits) fu costretto a lavorare in condizioni difficili ed è per questo motivo che Ashley Kruger, parte del suo team, si è rivolto a varie tecnologie per mappare la grotta.

Ricostruzione dell'ambiente marino in Antartide alla fine del Cretaceo (Immagine cortesia James McKay)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive una ricerca basata sull’analisi di oltre 6.000 fossili di organismi marini dell’Antartide concludendo che l’estinzione di massa avvenuta alla fine del periodo Cretaceo che eliminò i dinosauri fu altrettanto letale nelle regioni polari. Ciò contraddice l’idea che nelle regioni all’estremo sud del pianeta ci sarebbero stati minori pericoli durante quell’evento.

Sclerocormus parviceps intero (a), in dettagli (b, c, d) e in riproduzioni (d, e, f, g) (Immagine

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive l’analisi di un rettile ittiosauriforme vissuto all’inizio del periodo Triassico, circa 248 milioni di anni fa, nell’odierna provincia di Anhui in Cina. Chiamato Sclerocormus parviceps, ha caratteristiche ben diverse dalla maggior parte degli altri membri dello stesso gruppo. Ciò mostra che questi rettili marini si erano evoluti e diversificati rapidamente dopo la grande estinzione della fine del periodo Permiano, molto più di quanto si pensasse.

Ricostruzione del teschio di Spiclypeus shipporum con le parti mancanti sbiadite (Immagine Jordan C. Mallon et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “PLOS ONE” descrive l’analisi delle ossa di un dinosauro che è stato chiamato Spiclypeus shipporum. Si tratta di un cosiddetto dinosauro cornuto appartenente alla famiglia dei ceratopsidi (Ceratopsidae). L’unico esemplare trovato visse circa 76 milioni di anni fa nell’attuale Montana, negli USA.