Biologia

Fossile di Tiktaalik al Field museum di Chicago

Un gruppo di paleontologi diretto dal professor Neil Shubin dell’Università di Chicago ha pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” i risultati di una ricerca sul Tiktaalik roseae (foto ©Eduard Solà). Si tratta di una specie vissuta nel periodo Devoniano, circa 375 milioni di anni, fa che rappresenta una forma di transizione tra i pesci e gli animali dotati di zampe. Questa ricerca evidenzia l’adattamento delle pinne posteriori di questo animale, mostrando che esso era iniziato già nei pesci.

Fiori di Amborella trichopoda

Il sequenziamento del genoma dell’amborella trichopoda (foto ©Scott Zona) ha permesso di risolvere il mistero dell’apparizione di piante con fiori durante il Cretaceo. Charles Darwin lo definì un abominevole mistero per la difficoltà di capire come si siano evolute delle piante per determinare la nascita dei fiori. Il progetto Amborella Genome, che ha anche pubblicato online le sequenze di DNA di questa pianta, ha permesso di scoprire un trasferimento genico orizzontale da altri organismi.

Il cuore artificiale prodotto da Carmat (Foto cortesia Carmat. Tutti i diritti riservati)

Un nuovo tipo di cuore artificiale ha ricevuto l’approvazione per la sperimentazione su esseri umani in Francia, Belgio, Polonia, Slovenia e Arabia Saudita. L’obiettivo è richiedere una licenza commerciale nell’Unione Europea e cercare un partner americano per estendere l’offerta negli USA. La particolarità di questo cuore artificiale è che è stato costruito utilizzando tecnologia spaziale sviluppata per costruire satelliti.

Cranio rinvenuto nel sito conosciuto come Sima de los Huesos

Un team di scienziati guidati dal Dottor Svante Pääbo del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, in Germania ha sequenziato quasi completamente il DNA mitocondriale tratto da un femore di un ominide vissuto circa 400.000 anni fa. Si tratta del più antico DNA di ominide sequenziato finora e ha dato risultati inaspettati, rivelando una connessione genetica con i Denisova, una popolazione di ominidi ancora poco conosciuta.

Nel 2005 vennero trovati resti di Tyrannosaurus rex nel Montana e fin qui la scoperta era certamente interessante ma non straordinaria. Quando però Mary Schweitzer, una paleontologa del Museo di Scienze Naturali del North Carolina annunciò di aver trovato non solo ossa ma anche del tessuto molle, molti rimasero scettici. Oggi questo eccezionale ritrovamento ha una spiegazione.