Astronomia / Astrofisica

Sezione del lobo più piccolo della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko vista dalla sonda spaziale Rosetta (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Un’edizione speciale della rivista “Science” illustra i risultati delle ricerche compiute finora sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko utilizzando 7 degli 11 strumenti della sonda spaziale dell’ESA Rosetta. Le varie rilevazioni effettuate tra l’agosto e il dicembre 2014 hanno per lo più confermato le prime impressioni riservando comunque varie sorprese. Nel frattempo, la cometa si sta lentamente avvicinando al Sole e la sua attività sta aumentando a causa del maggior calore che riceve e provoca una crescente sublimazione del ghiaccio.

La cupola dell'NGTS vista durante il giorno. Sullo sfondo le cupole del VLT e di VISTA (Foto ESO/R. Wesson)

Nei giorni scorsi è stato messo in funzione l’NGTS (Next-Generation Transit Survey), un nuovo strumento per la ricerca di esopianeti costruito per trovare super-Terre a partire da dimensioni doppie di quelle della Terra fino a pianeti simili a Nettuno, di dimensioni otto volte la Terra. Esso è composto da un array di 12 telescopi dall’apertura di 20 cm ciascuno che si trova all’Osservatorio dell’ESO al Paranal, in Cile.

La nuova immagine dei ilastri della Creazione a confronto con quella del 1995 (Foto NASA/ESA/Hubble Heritage Team (STScI/AURA)/J. Hester, P. Scowen (Arizona State U.))

Nel 1995, il telescopio spaziale Hubble permise di ottenere un’immagine di colonne di gas interstellare e polveri nella Nebulosa Aquila. Queste strutture vennero soprannominate i “Pilastri della Creazione” e l’immagine divenne una delle più iconiche non solo tra quelle di Hubble ma tra le fotografie spaziali in generale. Ora gli astronomi sono tornati in quella regione per scattare una nuova fotografia che, grazie agli strumenti aggiornati, è in alta definizione per cui fornisce dettagli mai visti prima alla luce visibile e agli infrarossi.

Immagine di una simulazione della storia di una galassia del progetto EAGLE con vari livelli di zoom (Immagine cortesia progetto EAGLE. Tutti i diritti riservati)

Un team di astronomi dell’Università olandese di Leida e di quella britannica di Durham ha creato una simulazione dell’universo chiamata EAGLE (Evolution and Assembly of GaLaxies and their Environments). Questo progetto gestito dal Consorzio Virgo che ha proprio lo scopo di produrre simulazioni cosmologiche tramite supercomputer. Il risultato, pubblicato nell’edizione di gennaio 2015 della rivista “Monthly Notices from the Royal Astronomical Society”, riproduce in maniera fedele l’evoluzione delle galassie da un punto di partenza molto uniforme.