White Darkness di David A. McIntee

White Darkness di David A. McIntee
White Darkness di David A. McIntee

Il romanzo “White Darkness” di David A. McIntee è stato pubblicato per la prima volta nel 1993. È il n. 15 della serie “New Adventures” dell’editore Virgin Publishing e segue “Lucifer Rising“. È inedito in Italia.

Le ultime avventure sono state piuttosto stressanti e avere due compagne a bordo del Tardis non aiuta a rilassarsi. Il Settimo Dottore decide perciò di fare tappa in qualche luogo tropicale in un’epoca senza tante complicazioni come l’inizio del XX secolo. Tuttavia, il Tardis porta lui, Ace e Bernice ad Haiti, nel 1915.

I viaggiatori si trovano in mezzo a una delle rivoluzioni che avvengono periodicamente sull’isola, con complicazioni date da spie e soldati di diverse nazioni che perseguono i loro interessi. I pericoli arrivano anche dai praticanti del vodoun. Il Dottore deve destreggiarsi tra le varie minacce e trova un aiuto nel dottor Howard Phillips.

“White Darkness” si inserisce nella tradizione dei serial ambientati in un periodo storico, tipici dei primi anni della serie classica di “Doctor Who”. Nati con scopo didattico per insegnare un po’ di storia agli spettatori più giovani, vennero abbandonati nella loro forma originale nelle ere successive per lasciare spazio ad avventure che contenevano elementi di fantascienza anche quando erano ambientate sulla Terra del passato.

David A. McIntee fece delle ricerche mirate sulla storia di Haiti, in particolare quella dell’inizio del XX secolo. Un elemento importante in quella storia è il vodoun, conosciuto anche come voodoo. Si tratta di una vera e propria religione ma nel mondo occidentale è conosciuta soprattutto per gli zombi. L’autore ha usato soprattutto il saggio “The Serpent and the Rainbow” dell’antropologo Wade Davis come riferimento, anche nelle descrizioni delle droghe che secondo lui vengono usate per la zombificazione.

Un altro elemento importante in questo romanzo è l’inclusione del pantheon lovecraftiano nell’universo narrativo di “Doctor Who”. Un personaggio importante è il dottor Howard Phillips, un omaggio esplicito a H.P. Lovecraft, ma ci sono anche menzioni altrettanto esplicite del Necronomicon e di antichissime entità conosciute come gli Antichi e i Grandi Antichi.

Il Dottore aveva già incontrato entità molto potenti di vario tipo, anche paragonabili a divinità, in vari serial della serie classica. Ciò significa che l’aggiunta di un altro pantheon è un evento eccezionale solo perché si tratta di una mitologia moderna creata per un altro universo narrativo. In questo caso, quelle entità vengono solo citate all’interno di una storia che affronta il tema degli zombi come umani vittime di una combinazione di droghe.

Il risultato è una storia che mescola elementi piuttosto eterogenei, presi da vari generi. Anche solo limitandosi al genere horror mescola quello cosmico lovecraftiano con quello legato agli zombi. La cornice storica di Haiti nel 1915 include anche l’elemento di spionaggio, legato agli interessi di varie nazioni. La situazione dell’epoca viene raccontata senza glissare sul problema del razzismo, che anzi è presente in modo pesante.

Forse David A. McIntee esagera nel mix di elementi, che a volte mi è sembrato un po’ caotico. Anche i personaggi finiscono per essere parecchi pensando alla lunghezza limitata del romanzo e alcuni sembrano inclusi solo per essere uccisi mentre pochi altri sono ben caratterizzati. Nel caso dei viaggiatori, è una storia cupa soprattutto per le compagne del Dottore.

Alla fine, “White Darkness” è un romanzo in cui David A. McIntee mescola storia ed elementi di fantascienza e horror in una storia che ha un ritmo inizialmente lento per poi accelerare. È un mix che può risultare strano anche per i fan di “Doctor Who” e ciò lo rende interessante per chi riesce a immergersi nella sua trama e ad apprezzarne almeno alcuni elementi.

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