La città e le stelle di Arthur C. Clarke

La città e le stelle di Arthur C. Clarke
La città e le stelle di Arthur C. Clarke (edizione americana)

Il romanzo “La città e le stelle” (“The City and the Stars”) di Arthur C. Clarke è stato pubblicato per la prima volta nel 1956. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nei nn. 158 e 456 di “Urania”, all’interno del n. 13 de “I Massimi della Fantascienza ” e nel n. 92 di “Oscar Fantascienza” nella traduzione di Hilja Brinis, dalla Libra Editrice nel n. 17 de “I Classici della Fantascienza” nella traduzione di Ugo Malaguti, dall’Editrice l’Unità nel n. 9 de “I Libri dell’Unità. L’ABC della Fantascienza” nella traduzione di Hilja Brinis e di nuovo da Mondadori nel n. 14 di “Urania Collezione” e ne “I Miti Urania” nella traduzione di Ugo Malaguti.

Quando Alvin raggiunge la maturità, scopre di essere un “unico”, un rarissimo abitante di Diaspar che non ha mai vissuto in precedenza, il primo del genere da milioni di anni. Un’altra differenza che Alvin nota tra lui e gli altri abitanti della città è che essi sono terrorizzati dalla sola idea di lasciarla mentre lui ha cominciato attivamente a cercare un’uscita.

L’incontro con Khedron rappresenta un aiuto per Alvin perché è l’unico disposto ad aiutarlo. Soprannominato il Buffone per gli scherzi che organizza ai danni dei cittadini di Diaspar, è incuriosito da Alvin e lo aiuta a scoprire un antichissimo sistema di trasporto che un miliardo di anni prima collegava Diaspar ad altre città che esistevano sulla Terra.

“La città e le stelle” è il risultato finale di un lavoro compiuto da Arthur C. Clarke nel corso di parecchi anni. Nel 1948, un romanzo breve intitolato “Against the Fall of Night” venne pubblicato sulla rivista “Startling Stories” dopo essere stato rifiutato da John W. Campbell. Clarke lo espanse per pubblicarlo come romanzo nel 1953. Negli anni successivi, questo romanzo venne profondamente revisionato e l’autore gli diede un nuovo titolo. I due romanzi vennero ristampati in varie edizioni contemporaneamente.

Fin dall’inizio, Arthur C. Clarke include una gran dovizia di dettagli per far apprezzare al lettore che la storia si svolge in un futuro lontanissimo. Diaspar è una città che si dice esista da un miliardo di anni e i suoi abitanti sono convinti di essere gli unici esseri umani rimasti sulla Terra.

Diventa rapidamente chiaro che le conoscenze che gli abitanti di Diaspar hanno del passato dell’umanità sono frammentarie e non necessariamente affidabili. Diventa altrettanto chiaro che gli abitanti di Diaspar sono virtualmente immortali ma la loro vita è all’insegna di una certa stagnazione che non va mai oltre certi confini, sia fisici che mentali.

La ricerca di Alvin di una via d’uscita da Diaspar è una quest in cui Arthur C. Clarke mescola una storia di maturazione e un viaggio che è molto intellettuale, proprio come ci si aspetta da quest’autore. La curiosità di Alvin gli dà la forza di affrontare vari problemi e scoprire segreti antichissimi che cambiano radicalmente la sua prospettiva riguardo alla Terra e alla storia dell’umanità.

Clarke** ne I Massimi della Fantascienza
Clarke** ne I Massimi della Fantascienza

Il sense of wonder deriva dalla progressiva scoperta dell’universo da parte di Alvin ma è molto di più di una grande avventura tipica della fantascienza classica. Arthur C. Clarke lega quell’avventura alla curiosità del protagonista per sottolineare la sua importanza al servizio della sua intelligenza. È un lato intellettuale che l’autore sviluppa in un modo che va molto oltre la freddezza delle informazioni raccolte, permettendo di apprezzare le meraviglie di ciò che esiste al di fuori del proprio orticello.

L’impostazione sviluppata da Arthur C. Clarke è ciò che ha reso “La città e le stelle” un classico della fantascienza. Il messaggio di fondo, con lo stimolo a uscire dai propri confini, a volte autoimposti, e a chiedersi se tutto ciò che ci viene raccontato sul passato sia vero lo rende secondo me un romanzo da raccomandare ancora oggi.

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