Neom di Lavie Tidhar

Neom di Lavie Tidhar
Neom di Lavie Tidhar (edizione americana)

Il romanzo “Neom” (“Neom”) di Lavie Tidhar è stato pubblicato per la prima volta nel 2022. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 1754 di “Urania” nella traduzione di Francesca Noto.

Neom è una città sul Mar Rosso legata a Central Station e quindi anche alle rotte che portano nello spazio. Fuori da Neom c’è il deserto, che a volte nasconde segreti legati a vecchie guerre. Vecchio e nuovo si mescolano in vari modi, ad esempio con i beduini che percorrono vecchie rotte usando nuove tecnologie.

La scoperta di un vecchio robot da guerra pone varie domande. La sua riattivazione può causare pericoli anche se la sua guerra è finita da moltissimo tempo? Per cosa è programmato, esattamente? Un fiore che gli viene offerto da Mariam può sembrare un piccolo gesto ma le sue conseguenze possono essere notevoli.

Esiste un reale progetto di costruire una nuova città chiamata Neom. Purtroppo, le notizie che arrivano indicano le difficoltà pratiche nella realizzazione di un progetto davvero mastodontico anche con il finanziamento di miliardari. Peggio ancora, la situazione dei lavoratori sembra adatta a una storia distopica. La versione di Neom raccontata da Lavie Tidhar non è il paradiso dato che è una città per ricchi ma neppure così orribile per le persone comuni.

Chi ha letto “Central Station” ha già avuto modo di assaporare lo stile evocativo di Lavie Tidhar. Dopo il successo di quel romanzo, l’autore ha cominciato a scrivere una nuova storia, capitolo dopo capitolo. Ne è venuto fuori “Neom”, ambientato nello stesso universo narrativo ma del tutto indipendente dal primo romanzo e da alcuni altri racconti brevi legati ad esso.

La trama di questo nuovo romanzo è inizialmente vaga: è più una scusa per ampliare quest’universo narrativo con descrizioni legate alla città di Neom e del deserto circostante e la presentazione dei personaggi importanti. Il futuro raccontato da Lavie Tidhar è pieno di innovazioni tecnologiche ma anche di situazioni familiari come la divisione tra la città costruita per i ricchi e i suoi bassifondi, dove vivono le persone comuni che vivono come possono.

Ci vuole un po’ prima di cominciare a capire dove vada a parare Lavie Tidhar. Da quanto l’autore ha scritto nella postfazione, ciò è dovuto al fatto che lui stesso ha iniziato a scrivere questo romanzo senza pensare oltre il capitolo su cui stava lavorando.

Gli sviluppi della trama sono basati molto sull’interazione tra vari personaggi davvero variegati. Ogni protagonista ha i suoi scopi e le sue motivazioni ma in qualche modo finisce per attraversare le strade di altri personaggi a volte molto diversi. Non sono tutti personaggi umani e brevemente appare anche uno strigoi, ispirato alla mitologia rumena alla base dei vampiri, che in questo universo narrativo succhia dati invece di sangue.

In questo romanzo sono importanti anche i robot e le intelligenze artificiali: in particolare, un vecchio robot da guerra che viene riattivato nel deserto e comincia una sua avventura personale. Un terrorartista che trasforma armi di distruzione di massa in una forma d’arte è un altro personaggio che testimonia con le sue azioni gli eventi violenti del passato. Tutto ciò ci ricorda come le conseguenze di quegli eventi possano essere rilevanti anche molto tempo dopo la fine di quelle guerre.

“Neom” è un romanzo in cui Lavie Tidhar sviluppa pian piano una storia coerente che include luci e ombre dell’umanità di quel futuro, le quali sono fondamentalmente le stesse di oggi. Può essere letto in modo del tutto indipendente da “Central Station” e dagli altri racconti con la stessa ambientazione ma se rimanete affascinati dalla visione dell’autore vi consiglio di esplorare anche le sue ramificazioni che portano allo spazio in quelle opere.

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