
Il romanzo “Deceit” di Peter Darvill-Evans è stato pubblicato per la prima volta nel 1993. È il n. 13 della serie “New Adventures” dell’editore Virgin Publishing e segue “The Pit“. È inedito in Italia.
Il Settimo Dottore sembra più perso che mai nei suoi pensieri. Bernice Summerfield è preoccupata, anche perché il Tardis sembra avere un po’ di problemi di stabilità. Un’infezione sta affliggendo il Tardis e per estensione il Dottore, il quale deve trovare il modo per eliminarla. Un contatto da una vecchia amica porta i viaggiatori verso il pianeta Arcadia.
L’agente Isabelle Defries dell’Ufficio delle Operazioni Esterne della Terra guida una spedizione sul pianeta Arcadia. Con il suo gruppo c’è un cosiddetto Dalek Killer, un criminale che viene usato per combattere i Dalek. Tuttavia, su Arcadia non ci sono Dalek bensì una minaccia più sinistra. Non è il tipo di minaccia che può essere aggredita con armi come quelle in dotazione all’esperta di esplosivi del gruppo, Ace.
“Deceit” riprende diversi fili narrativi legati ai romanzi precedenti di questa collana. L’autore Peter Darvill-Evans era l’editor della collana e diede personalmente una conclusione a una sorta di arco narrativo. Lo fa scrivendo una storia che ebbe un prequel ambientato su Arcadia, pubblicato in un numero della “Doctor Who Magazine”. Non ho letto quel racconto ma non ho avuto l’impressione che informazioni importanti mi mancassero mentre leggevo il romanzo.
Il personaggio di Abslom Daak era già stato il protagonista di fumetti. In “Deceit” non è esattamente sviluppato dato che viene risvegliato da una stasi criogenica e ciò che può fare è soprattutto partecipare, anche se a modo suo, alle azioni della squadra di Isabelle Defries. Quando è in attesa di passare all’azione, flirta con Ace, anche in questo caso a modo suo.
La storia ruota soprattutto intorno agli strani eventi in atto sul pianeta Arcadia. La colonia umana ha una facciata utopica ma sotto quella sorta di sottile patina superficiale c’è una società dove avvengono strane cose e la gente muore quando è ancora giovane.
La trama di base è un classico delle storie di “Doctor Who” e viene usata da Peter Darvill-Evans anche per raccontare le storie di vari personaggi. In particolare, la prima metà del romanzo sembra più una scusa per far avanzare le storie dei protagonisti e far conoscere alcuni dei personaggi inventati appositamente per questa storia.
Le parti riguardanti il Dottore ed Ace si collegano a eventi raccontati nei romanzi precedenti e possono lasciare perplesso chi non li avesse letti. È comunque facile capire che il Tardis è afflitto da una sorta di infezione e il Dottore ne sta subendo le conseguenze mentre tenta di porvi rimedio. Gli sviluppi del suo rapporto con Ace sono quelli che richiedono la comprensione di ciò che è avvenuto tra di loro e almeno le informazioni fondamentali vengono incluse durante il loro confronto.
Capisco perché questo romanzo abbia una reputazione controversa, con lettori che lo considerano noioso a causa di una storia allungata in modi di dubbio valore. La mia impressione è che il lettore debba sentirsi coinvolto nell’esplorazione dei misteri legati al pianeta Arcadia per riuscire ad apprezzare la storia. C’è anche il problema dello sviluppo di Ace, che sinceramente mi sembra fatto di cliché che finiscono per appiattire il personaggio.
Complessivamente, “Deceit” mi è sembrato un romanzo in cui Peter Darvill-Evans ha incluso parecchie idee e collegamenti con storie pubblicate su altre riviste, ma con risultati rivedibili. Per questo motivo, ne consiglio la lettura solo a fan di “Doctor Who” che vogliono avere la collezione completa di questi libri.
