
L’antologia “Blu temporale” di Roberto Maestri è stata pubblicata per la prima volta nel 2025 dalla Casa editrice Le lettere scarlatte in collaborazione con La Cappella Underground nel n. 1 di “NOF4”.
Ireneo è pronto per il suo primo viaggio nel tempo. Intende studiare un periodo della I Guerra Mondiale attraverso gli eventi che interessarono Trieste e il Carso, con lo scontro a volte fratricida fra coloro che rimasero fedeli all’Impero Austro-Ungarico e coloro che combatterono per l’Italia. Ireneo sa che deve essere molto prudente e non interferire nel suo passato ma può non essere facile nel caos della guerra.
Antonio ha trascorso una serata a ubriacarsi con gli amici e quando si incammina verso casa le sue gambe non lo reggono molto bene. Finisce in mare e rischia di annegare. Quando riesce a tornare a riva, non trova i punti di riferimento che gli sono familiari nella sua Trieste.
Quando Diana torna a casa dopo una giornata di lavoro, si sente inquieta anche nel suo appartamento. In una società in cui lo slogan diffuso dai media è “Se non hai niente da nascondere, non hai niente di cui preoccuparti” c’è decisamente di che preoccuparsi, ben oltre l’invasione dei granchi arcobaleno.
“Blu temporale” porta il lettore nell’area di Trieste, con un occhio anche oltre i confini nazionali, da cui il sottotitolo “Trilogia di Trieste” ma non è necessariamente la città che conosciamo. Roberto Maestri parte dalla Trieste e dal Carso della storia che conosciamo per aprire delle finestre su altre possibilità mostrando come ciò che consideriamo la realtà possa non essere così solido. Ci sono occasioni in cui ai personaggi possono succedere cose curiose, a volte innocenti come trovare un modellino di una cabina telefonica della polizia britannica perso da chissà chi e altre volte più sconcertanti.
Chi conosce almeno un po’ Trieste e il Carso troverà in questi racconti un senso di familiarità ma non è necessario conoscere quell’area per apprezzare i racconti di Roberto Maestri. Ogni lettore può comprendere il senso delle storie e della realtà che non sembra tanto stabile. In una terra di confine che è stata al centro di dolorosi conflitti, si può scoprire che anche la realtà può avere un confine e che esso può spostarsi.
Il racconto principale comincia come una classica storia di viaggi nel tempo in cui il rischio è di generare qualche paradosso. Ireneo sa che dev’essere prudente ma la fragilità della guerra di trincea, messa in versi dal poeta soldato Giuseppe Ungaretti, può rendere il suo viaggio molto più difficile di quello che si aspettava in un viaggio di studio.
Il viaggio di Ireneo mostra la brutalità della I Guerra Mondiale e alcune sottigliezze nell’affrontare i viaggi nel tempo e i loro possibili paradossi. Trovarsi in mezzo alla guerra decisamente non è come studiarla in modo asettico da un futuro lontano. Il protagonista è stato addestrato alla prudenza ma quali certezze può avere un viaggiatore riguardo a ciò che deve o non deve fare per evitare interferenze?
Gli altri due racconti, molto più brevi, hanno uno stile che può ricordare “Ai confini della realtà” con protagonisti che si trovano improvvisamente in una Trieste (e ci può essere anche il castello di Miramare) diversa da quella che conoscono. Sono racconti basati su atmosfere e momenti in cui il lettore, assieme ai protagonisti, può vedere diverse sfumature di blu quando la loro realtà si sfalda.
I racconti della mini-antologia “Blu temporale” mostrano posti bellissimi e allo stesso tempo caratterizzati da tragedie. Sono posti in cui culture si sono incontrate e scontrate portando sia a grandi opere che a grandi spargimenti di sangue. Sono racconti in cui vi consiglio di immergervi ma occhio a non affondare!
