
Il romanzo breve “Ritorno alle Montagne della Follia” di Davide Stocovaz è stato pubblicato per la prima volta nel 2025 da Delos Digital nel n. 228 di “Innsmouth”.
Il dottor Paul Estey è subentrato al defunto dottor Truman Beckwhit nel ruolo di psichiatra del Butler Hospital. Il suo predecessore gli ha lasciato il suo diario medico, nel quale ha potuto leggere la strana storia di Francis Moore, un paziente di quell’istituto di salute mentale. Due anni prima, il dottor Beckwhit era riuscito a convincere Moore a raccontargli la sua storia, che riguarda un incredibile e sconvolgente viaggio in Antartide.
“Ritorno alle Montagne della Follia” è il seguito del romanzo di H.P. Lovecraft “Le montagne della follia“. La storia è narrata come il resoconto rilasciato da Francis Moore, che sostiene di essere l’unico sopravvissuto di una spedizione segreta condotta in Antartide nel 1932. Lo scopo di questa spedizione era di verificare le affermazioni di un sopravvissuto della missione precedente, che è proprio il protagonista e narratore del romanzo di Lovecraft.
Questo romanzo breve va ben oltre la ripetizione di eventi già raccontati con grande efficacia nel primo romanzo. Davide Stocovaz scrive quello che è un grande omaggio a Lovecraft cercando di costruire sulla mitologia del maestro. L’impostazione di questo seguito è diversa dato che utilizza l’artificio del resoconto raccolto da uno psichiatra di una storia raccontata dal protagonista, la cui salute mentale è stata colpita pesantemente dagli orrori a cui ha assistito. Si tratta di un artificio usato dallo stesso Lovecraft.
Solo l’inizio della storia di Francis Moore ripete in qualche modo quella del dottor William Dyer. Davide Stocovaz utilizza uno stile vicino a quello di Lovecraft per raccontare una storia ben inserita nella mitologia del solitario di Providence. Proprio perché si tratta di un grande omaggio a quelle opere, cerca di aggiungervi qualcosa.
Il romanzo di H.P. Lovecraft era già un omaggio a “Le avventure di Arthur Gordon Pym” che iniziava con un viaggio ma Davide Stocovaz si concentra sulle opere di Lovecraft e di Edgar Allan Poe rimane l’orrendo urlo “Tekeli-li”. Per questo motivo, la struttura di questo “Ritorno alle Montagne della Follia” è diversa, anche se si tratta ancora di un resoconto.
In questo seguito, il resoconto del viaggio in Antartide è quello di un paziente di un istituto di salute mentale che viene riportato da uno psichiatra. Gli orrori a cui Francis Moore ha assistito hanno avuto terribili conseguenze sulla sua sanità mentale, simili a ciò che era avvenuto nel romanzo di Lovecraft a Danforth, lo studente che partecipa alla spedizione. Sono conseguenze simili anche a quelle che colpiscono Charles Dexter Ward in un’altra opera di Lovecraft.
Davide Stocovaz esplora la mitologia creata da H.P. Lovecraft in un racconto intenso che mette assieme vari orrori che attendono chiunque osi esplorare quelle che William Dyer aveva deciso di chiamare le montagne della follia. Secondo me, “Ritorno alle Montagne della Follia” rappresenta un eccellente omaggio che celebra gli incubi degli orrori cosmici apprezzati da generazioni di lettori e quindi lo consiglio ai fan di Lovecraft.
