Le montagne della follia o Alle montagne della follia di H.P. Lovecraft

Le montagne della follia, conosciuto anche come Alle montagne della follia di H.P. Lovecraft
Le montagne della follia, conosciuto anche come Alle montagne della follia di H.P. Lovecraft (Prima edizione americana)

Il romanzo “Le montagne della follia”, conosciuto anche come “Alle montagne della follia” (“At the Mountains of Madness”) di H.P. Lovecraft è stato pubblicato per la prima volta nel 1936 a puntate sulla rivista “Astounding Stories” e successivamente come libro. In Italia è stato pubblicato in diverse edizioni e traduzioni con i due diversi titoli, anche all’interno di diverse antologie.

Il professor William Dyer della Miskatonic University di Arkham, Massachusetts, ha deciso di scrivere un resoconto della spedizione che guidò in Antartide come monito riguardo agli orrori che vi aveva trovato. Dyer ha scoperto un nuovo progetto di esplorazione e vuole spiegare come gli orrori in quelle che ha deciso di chiamare le montagne della follia avevano causato la morte di quasi tutti i membri della sua spedizione e tutti quelli di una spedizione precedente.

H.P. Lovecraft fu uno dei tanti lettori di Edgar Allan Poe che vennero ispirati dal suo romanzo “Le avventure di Arthur Gordon Pym“. “Le montagne della follia” contiene vari riferimenti espliciti a Poe e ad Arthur Gordon Pym. I due romanzi condividono una storia di una pubblicazione complicata su rivista con uno scarso successo iniziale che influenzò negativamente la carriera dei due scrittori. Il romanzo di Lovecraft venne pubblicato per la prima volta in una versione pesantemente revisionata. Quell’edizione soffriva anche di vari tagli ed è il motivo per cui a volte viene indicato come romanzo e altre come romanzo breve.

Soprattutto l’inizio de “Le montagne della follia” omaggia “Le avventure di Arthur Gordon Pym” nello stile oltre che nelle citazioni esplicite. Si tratta infatti di un inizio nello stile di un’avventura nei mari, anche se lo scopo è proprio quello di esplorare l’Antartide laddove il romanzo di Poe è ambientato in quell’area solo nel finale. H.P. Lovecraft sviluppa il suo romanzo in modo molto personale, esplorando orrori cosmici invece che orrori psicologici. Ciò riflette la diversa concezione del genere horror che avevano i due scrittori e il fatto che Lovecraft univa quegli elementi horror a quelli fantascientifici che includevano entità aliene.

Nel corso degli anni ’30, H.P. Lovecraft aveva scritto parecchi racconti in cui aveva sviluppato una propria mitologia che include i Grandi Antichi e altri orrori cosmici. Ne “Le montagne della follia” sono soprattutto alcune creature mostruose che il narratore William Dyer chiama gli Antichi a essere descritte, assieme alla ricostruzione della storia della loro civiltà. Si noti che Antichi e Grandi Antichi costituiscono gruppi di entità diverse anche se le loro vicende possono incrociarsi.

Il risultato è un romanzo che è intriso della mitologia di H.P. Lovecraft. Il narratore insegna alla fittizia Miskatonic University di Arkham, Massachusetts, e cita il Necronomicon in diverse occasioni. Attraverso la ricostruzione della storia dell’antichissima civiltà scoperta in Antartide, l’autore racconta strani eoni caratterizzati da guerre terribili tra le varie entità inventate dall’autore nel corso degli anni. L’esplorazione di William Dyer rivela conflitti e orrori cosmici di vario genere e tutto ciò ha conseguenze serie su di lui e sul suo studente Danforth.

Proprio come “Le avventure di Arthur Gordon Pym”, “Le montagne della follia” ha visto la sua fama crescere fino a diventare un classico alla faccia dello scarso successo iniziale. Il mix di generi tipico delle storie di H.P. Lovecraft legate alla sua mitologia rappresenta un perfetto esempio dello stile di quest’autore e a sua volta ha ispirato omaggi diretti e indiretti nelle successive generazioni di scrittori.

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