
Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” riporta i risultati di uno studio del cranio fossile catalogato come Yunxian 2 che lo attribuisce alla specie Homo longi. Un team di ricercatori ha esaminato una riproduzione di questo cranio effettuata dopo avergli fatto una TAC, un’operazione necessaria per cercare di riportarla alla forma originale dato che il fossile è fortemente schiacciato.
L’immagine (Cortesia Feng, X., Yin, Q., Gao, F., Lu, D., Fang, Q., Feng, Y., Huang, X., Tan, C., Zhou, H., Li, Q., Zhang, C., Stringer, C., & Ni, X. (2025). The phylogenetic position of the Yunxian cranium elucidates the origin of Homo longi and the Denisovans. Science. https://doi.org/ado9202 Tutti i diritti riservati) mostra diverse viste della riproduzione della forma originale del cranio Yunxian 2.
Il risultato è stato confrontato con altri 100 esemplari di ominini rilevando una combinazione di tratti, alcuni vicini a quelli di Homo erectus e altri ben più simili a quelli di Homo sapiens e alla specie chiamata Homo longi. Alla fine, i ricercatori hanno concluso che questo cranio appartiene a un Homo longi primitivo.
La specie Homo longi include i Denisova, un altro gruppo umano ancora poco conosciuto. Questo studio accetta la datazione di questo cranio che gli dà un’età di circa un milione di anni e ciò indicherebbe che questa specie si separò dagli antenati degli Homo sapiens prima di quanto si pensasse.
Il cranio Yunxian 2 venne scoperto nel 1990 nel distretto cinese di Yunyang, il secondo di tre crani scoperti nel corso degli anni in quell’area. Si tratta di crani quasi completi ma in particolare i primi due presentano schiacciamenti e distorsioni che hanno reso il loro studio molto complesso. La conseguenza è che, nel corso degli anni, diversi studi dei primi due crani di Yunxian hanno portato alla loro attribuzione a diverse specie di ominini.
Negli ultimi anni, si è diffuso l’utilizzo di tecnologie moderne nel campo della paleontologia per creare ricostruzioni tridimensionali di fossili. Il cranio Yunxian 2 è stato sottoposto a una TAC che ha permesso di ottenere questo tipo di ricostruzione che, in questo caso, è stata utilizzata per cercare di riprodurne il più fedelmente possibile la forma originale.
Secondo i ricercatori, il cranio Yunxian 2 presenta alcune caratteristiche primitive dell’Homo erectus ma ha una capacità cerebrale vicina a quelle di Homo longi e Homo sapiens. Alla fine, l’hanno attribuito a un Homo longi primitivo che presenta alcune caratteristiche di transizione.
La questione della datazione del cranio Yunxian 2 è anch’essa importante perché potrebbe cambiare la storia dell’evoluzione umana. Fossili di animali scoperti nella stessa area hanno portato a datare questo cranio tra 400.000 e 600.000 anni ma un’altra datazione basata su analisi geologiche ha portato a ritenere che sia molto più antico, con un’età tra 940.000 e 1.100.000 anni. Quest’ultima datazione è quella accettata dagli autori di questo nuovo studio del cranio. Essa indicherebbe che la divergenza tra la specie Homo longi e gli antenati di Homo sapiens sia avvenuta prima di quanto si pensasse.
Queste incertezze rendono difficile valutare quanto quest’attribuzione del cranio Yunxian 2 possa influenzare la ricostruzione della storia dell’umanità. La specie Homo longi è stata proposta nel 2021 ma non è l’unica proposta che include vari fossili di ominini scoperti negli ultimi decenni. Nel 2024 è stata proposta la specie chiamata Homo juluensis, che include altri fossili scoperti in Asia. Questi fossili includono quelli attribuiti ai Denisova, un gruppo di antichi umani conosciuto da poche ossa ma di cui abbiamo vari campioni di DNA grazie al fatto che le ossa trovate in Siberia si sono conservate molto bene.
Le controversie e le discussioni attorno all’attribuzione di fossili sono inevitabili pensando che spesso sono incompleti e anche all’interno della stessa specie è normale che vi sia una certa variabilità nelle caratteristiche anatomiche. La storia dell’umanità è fatta anche di incroci tra diverse popolazioni che oggi vengono considerate come parte di diverse specie e ciò complica ulteriormente gli studi.
Gli studi condotti negli ultimi anni stanno offrendo risposte ma anche nuove domande riguardo alla ricostruzione dell’albero genealogico dell’intero genere Homo. La possibile presenza di Homo longi primitivi nell’odierna Cina, e quindi fuori dall’Africa, aggiunge nuovi motivi di discussione sulla diversificazione tra le varie specie. Ci saranno sicuramente altre novità nello studio della complessa storia dell’umanità.
