
Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” riporta i risultati di un esame approfondito della muscolatura craniale del celacanto delle Comore (Latimeria chalumnae) (foto in basso ©Alberto Fernandez Fernandez), un cosiddetto fossile vivente perché è cambiato molto poco in decine di milioni di anni. Il professor Aléssio Datovo dell’Università di San Paolo del Brasile e G. David Johnson della Smithsonian Institution hanno dissezionato due esemplari di questo pesce per ottenere nuove informazioni sull’evoluzione degli gnatostomi, un infraphylum dei cordati che include i vertebrati dotati di mascelle. Il risultato è che i due ricercatori hanno scoperto che molte informazioni anatomiche sui celacanti erano errate.
L’immagine in alto (Cortesia Aléssio Datovo, G. David Johnson / Nature. Tutti i diritti riservati) illustra il sistema muscoloscheletrico del celacanto delle Comore (Latimeria chalumnae).
Il celacanto è al centro dell’interesse scientifico perché di pesci simili ad essi risalgono fino all’inizio del periodo Devoniano, iniziato circa 410 milioni di anni fa. Il problema negli studi anatomici dei celacanti è dovuto al fatto che esami approfonditi dei fossili sono possibili solo oggi grazie a tecnologie moderne e oggi questi pesci sono rari ed è di conseguenza difficile avere la possibilità di condurre una dissezione di un esemplare.
Alcuni musei possiedono esemplari di celacanto delle Comore, una delle due specie di celacanto oggi esistenti, ma sono comprensibilmente riluttanti a fornirle a ricercatori per esami invasivi. Il professor Aléssio Datovo ha spiegato che una disssezione fatta in modo appropriato non causa la distruzione dell’esemplare. Probabilmente questo fatto è stato cruciale nell’ottenere due esemplari in prestito da parte del Field Museum di Chicago e del Virginia Institute of Marine Science.
Non è la prima volta che viene condotto uno studio sui crani dei celacanti: ad esempio, un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” nell’aprile 2019 si concentrava sulla loro ricostruzione e sui cervelli di questi pesci. Aléssio Datovo e G. David Johnson si sono concentrati sulla loro muscolatura.
I due ricercatori sono resi conto che studi precedenti contenevano diversi errori nelle descrizioni anatomiche dei celacanti. In generale, i ricercatori davano per scontato che certi muscoli che permettono di compiere movimenti della bocca legati al nutrimento si fossero evoluti in un antenato dei celacanti e che quindi anche questi pesci li avessero. Questo nuovo studio ha dimostrato che undici muscoli attribuiti ai celacanti in realtà non esistono e ciò che veniva descritto in realtà sono legamenti. Invece, sono state trovate tre subdivisioni e connessioni muscolari che non erano mai state osservate.
Le informazioni raccolte sono state usate per confrontare l’anatomia dei celacanti con quella di altri gruppi di pesci, sia estinti che esistenti oggi. Ciò ha offerto nuovi indizi sull’evoluzione dei muscoli del cranio nei primi gnatostomi.
I due ricercatori hanno creato immagini tridimensionali dei crani di molte specie usando una tecnica microtomografica simile alla TAC usata in medicina. Queste immagini potranno tornare utili anche per studi futuri sui pesci e sull’evoluzione dei vertebrati.
Purtroppo, G. David Johnson è morto nel novembre 2024 ma Aléssio Datovo intende continuare gli studi iniziati con il suo collega espandendoli a tetrapodi come anfibi e rettili. Lo scopo è di analizzare le similitudini dei muscoli del cranio per ricostruirne l’evoluzione nei vari gruppi di vertebrati.

