Un possibile incrocio tra due popolazioni appartenenti a diverse specie di ominini all’origine dell’Homo sapiens

Il cranio classificato come Kabwe 1 attribuito a Homo heidelbergensis
Il cranio classificato come Kabwe 1 attribuito a Homo heidelbergensis

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Genetics” riporta i risultati di una sofisticata ricerca genetica che conclude che la specie Homo sapiens è il frutto dell’incrocio tra due popolazioni appartenenti a diverse specie di ominini. Trevor Cousins, Aylwyn Scally e Richard Durbin dell’Università britannica di Cambridge hanno sviluppato un software di analisi genetica chiamato cobraa per creare modelli delle divergenze e rimescolamenti genetici nelle antiche popolazioni umane. L’applicazione di cobraa ai dati genetici ottenuti di umani moderni di tutto il mondo indica una divergenza tra due popolazioni risalente a circa 1,5 milioni di anni fa per arrivare a un incrocio tra i loro discendenti circa 300.000 anni fa. Potrebbe trattarsi di Homo erectus (Foto in basso ©Peter Maas) e Homo heidelbergensis (Foto in alto ©Jonathan Cardy) ma per ora si tratta di ipotesi.

Le ricostruzioni della storia dell’umanità condotte negli ultimi decenni stanno mostrando sempre di più incroci tra popolazioni diverse e migrazioni anche molto antiche. Le ricostruzioni diventano molto più complesse quando si cerca di ricostruire l’origine della specie Homo sapiens. Diverse ricerche hanno messo in dubbio l’idea che gli umani moderni si siano evoluti da un’unica popolazione africana, forse di Homo heidelbergensis. Ora tre ricercatori di Cambridge offrono un’interpretazione di quell’idea basata su un’analisi genetica.

Questo studio è stato basato sul DNA delle persone che hanno partecipato al 1000 Genomes Project, un’iniziativa globale che ha portato al sequenziamento del DNA di popolazioni che vivono nei vari continenti. I ricercatori di Cambridge hanno applicato a questi genomi che rappresentano tutta l’umanità il software genetico cobraa che hanno sviluppato per creare modelli delle divergenze e rimescolamenti genetici nelle antiche popolazioni umane.

I risultati dell’analisi genetica condotta con l’algoritmo cobraa offre una nuova ricostruzione della possibile origine della specie Homo sapiens. In questo scenario, c’è stata una divergenza tra due specie di ominini circa 1,5 milioni di anni fa. Subito dopo, una delle due popolazioni è passata attraverso un collo di bottiglia, una drastica riduzione della popolazione a cui è seguita una lenta crescita nel corso di circa un milione di anni. Questa popolazione ha contribuito all’80% del DNA degli Homo sapiens mentre l’altra popolazione ha contribuito al 20% in un incrocio avvenuto circa 300.000 anni fa.

Per capirci, gli europei moderni hanno circa il 2% di geni di Neanderthal derivato da incroci avvenuti nel corso di millenni. Ciò significa che l’apporto genetico indicato in questo nuovo studio è stato molto più sostanziale e sufficiente a creare una nuova specie.

Le prove fossili suggeriscono che le due popolazioni indicate da questo studio genetico possano essere di Homo erectus e Homo heidelbergensis perché entrambe erano presenti in Africa nel periodo del presunto incrocio che ha portato alla nascita degli Homo sapiens. Tuttavia, non abbiamo il DNA di nessun individuo appartenente a queste due specie e ciò rende ancor più importante continuare gli studi innanzitutto per testare le conclusioni di quest’analisi genetica e in caso di conferma cercare prove riguardanti gli antenati degli Homo sapiens.

La specie Homo heidelbergensis è stata considerata come l’antenata degli Homo sapiens e dei Neanderthal ma sono emerse varie controversie riguardo a quest’ipotesi. Questa specie è stata considerata a volte una sottospecie di Homo erectus e a volte una forma arcaica di Homo sapiens. L’attribuzione di alcuni fossili a Homo heidelbergensis è anch’essa controversa, a conferma delle difficoltà esistenti nella ricostruzione della storia dell’umanità con le varie specie del genere Homo esistite nel corso del tempo.

La specie Homo bodoensis è stata proposta nel 2021 come diretta antenata dell’Homo sapiens includendo anche i fossili attribuiti alla specie Homo heidelbergensis. Tuttavia, almeno per ora le discussioni che sono seguite a quella proposta hanno offerto soprattutto reazioni negative.

Considerando solo le ricostruzioni genetiche della storia dell’umanità, questo studio offre conclusioni diverse rispetto a quelle ottenute da altri ricercatori pubblicate sulla rivista “Nature” nel maggio 2023. Anche in quel caso venivano offerte conferme della cosiddetta tesi multiregionale delle diverse popolazioni all’origine della specie Homo sapiens ma con tempi diversi. Questo nuovo studio indica un rimescolamento decisamente più antico perciò in realtà entrambi gli studi potrebbero avere almeno parzialmente ragione.

Tutto ciò continua a mostrare la complessità della storia dell’umanità. Migrazioni di popolazioni di varie specie sono certe e le prove di incroci tra diverse popolazioni, anche classificate in specie diverse, stanno emergendo da vari studi. Ricostruire questi rimescolamenti è ancora davvero arduo nonostante i progressi nelle tecniche genetiche ma pian piano gli sviluppi della ricerca stanno arrivando.

L'Homo erectus conosciuto come uomo di Giava
L’Homo erectus conosciuto come uomo di Giava

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