Una ricerca sulla simbiosi tra protisti predatori e batteri negli oceani

Protista predatore (Foto cortesia Camille Poirier and David Needham, Worden Lab)
Protista predatore (Foto cortesia Camille Poirier and David Needham, Worden Lab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Cell Host & Microbe” riporta i risultati di uno studio sulla diffusione di simbiosi tra protisti predatori e batteri imparentati con specie che sono patogene per varie specie animali e a volte per gli esseri umani. Un team di ricercatori guidato da scienziati del Marine Biological Laboratory (MBL) ha condotto una serie di analisi su campioni di acqua prelevati sulla superficie dell’Oceano Pacifico, del Mar dei Caraibi e del Nord Atlantico e hanno identificato i protisti che hanno abitudini predatorie che mangiano alcune specie di batteri ma sono in simbiosi con altre specie. I risultati suggeriscono una lunga e complessa storia di rapporti a volte di simbiosi e a volte di parassitismo da parte di batteri con animali e coanoflagellati, i parenti più stretti degli animali tra gli eucarioti.

I protisti costituiscono un gruppo molto eterogeneo di organismi eucarioti che non sono animali, vegetali o funghi. La classificazione tassonomica è cambiata anche in modi radicali nel corso dell’ultimo secolo e i recenti sviluppi delle tecniche genetiche stanno offrendo molte informazioni. Tuttavia, la notevole varietà esistente nei gruppi di protisti è stata confermata anche a livello genetico e ciò ha offerto poche risposte e molte nuove domande sulle parentele esistenti tra i vari gruppi di protisti e con gli altri regni di eucarioti. Per questi motivi, perfino negli articoli scientifici i ricercatori continuano a parlare di protisti ma si tratta di un termine ormai usato per comodità a causa dell’uso ormai consolidato, mentre il rigore scientifico riguarda gruppi specifici di questi organismi.

La varietà dei protisti è il motivo per cui sono presenti in modi molto diversi negli ecosistemi. Questa ricerca si è concentrata sugli ecosistemi oceanici, dove sono presenti specie di organismi inseriti nel grande gruppo dei protisti che hanno comportamenti predatori. Questi protisti si nutrono di fitoplancton e batteri e a loro volta costituiscono un cibo per altri animali marini.

Proprio grazie alle avanzate tecniche genetiche che sono diventate disponibili, è stato possibile condurre una lunga ricerca che ha richiesto anni per raccogliere campioni della superficie di acque oceaniche, analizzarli e studiarne i risultati. Il Marine Biological Laboratory (MBL) si dedica a ricerche scientifiche che hanno lo scopo di esplorare e comprendere la biodiversità e l’ambiente, il che include anche avere alcuni dei suoi ricercatori come guide di questo studio.

Siamo ormai abituati a ricevere nuove informazioni sui microrganismi che vivono in simbiosi con noi, in particolare nel nostro intestino, dove formano un vero e proprio ecosistema. Può sembrare strano che organismi minuscoli come i protisti possano avere qualcosa di simile eppure esistono specie che vivono in simbiosi con batteri. I protisti esaminati in questa ricerca sono tra i più piccoli tra quelli che vivono negli oceani, con lunghezze tra i 2 e i 5 micron.

Questi protisti vivono in simbiosi con pochi batteri ma ciò può essere comunque interessante quando appartengono a specie imparentate con patogeni che praticano il parassitismo nei confronti di specie animali e in certi casi degli esseri umani. Lo studio genetico dei vari gruppi di batteri può offrire nuove informazioni utili per comprendere l’evoluzione di simbiosi e parassitismo. Ciò include anche una migliore comprensione dei vettori di infezioni con ramificazioni in campo medico che potrebbero fare la differenza nel caso di rischio di epidemie.

Le ricerche mediche collegate a questa sulla simbiosi tra protisti e batteri potrebbero essere importanti ma ciò è vero anche per le ricerche legate agli ecosistemi oceanici. In un periodo in cui molti ecosistemi stanno soffrendo a causa dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento, capire il ruolo dei vari gruppi di organismi al loro interno è più che mai rilevante e in molti casi i microrganismi possono avere ruoli chiave.

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