Un silenzio di cenere di Antonio Lanzetta

Un silenzio di cenere di Antonio Lanzetta
Un silenzio di cenere di Antonio Lanzetta

Il racconto breve “Un silenzio di cenere” di Antonio Lanzetta è stato pubblicato per la prima volta nel 2020 all’interno dell’antologia “PANDEMONIUM: Neo Decameron” e successivamente in un ebook separato.

Rico e Tobia sono due fratelli rimasti orfani dopo la morte della loro madre. Sono ormai soli e Rico si deve prendere cura del fratello minore. La loro unica speranza è di lasciare Salerno per raggiungere la Sardegna ma devono evitare le Cose e per riuscirvi devono fare molta attenzione.

Il futuro raccontato da Antonio Lanzetta in “Un silenzio di cenere” segue una sorta di apocalisse zombie fuori dal normale. L’autore si ispira alle leggende che circondano Pietro Barliario, un personaggio sul quale è davvero arduo trovare informazioni affidabili. Alcune leggende riguardano la sua presunta attività di alchimista e in questo racconto il ritrovamento del suo libro ha iniziato la diffusione di una sorta di infezione che trasforma le persone colpite in modo orrendo nelle Cose.

L’infezione alchemica iniziata dal libro di Pietro Barliario ha provocato un rifiuto nei confronti di tutti i libri per la paura della lettura. Il risultato è un mondo senza libri e quindi c’è pure un elemento distopico. Tutto ciò e altri dettagli sono inseriti qua e là in modo strategico in modo da offrire chiarificazioni sulla situazione di Rico e Tobia e in generale di quella Salerno post-apocalittica senza rallentare il ritmo.

La storia di Rico e Tobia è del tipo breve e intenso con i due giovanissimi fratelli costretti a tentare il tutto per tutto per sfuggire ai gravi rischi esistenti nella Salerno post-apocalittica in cui è ambientato questo racconto. Il rapporto tra i due fratelli è centrale e fa da contraltare alla crudezza degli eventi raccontati.

“Un silenzio di cenere” offre in poche pagine una storia post-apocalittica tutta italiana. Nel suo sviluppo, Antonio Lanzetta usa anche uno stile un po’ lovecraftiano ma l’ispirazione alla storia e al folklore salernitano dà al racconto un sapore unico. Quest’insieme di elementi che secondo me sono ben amalgamati è il motivo per cui ne consiglio la lettura. I proventi delle vendite del racconto saranno utilizzati per sostenere la colonia felina “I Gatti di Ulthar” di cui l’autore, Antonio Lanzetta, è tutore. Pensateci!

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