La mente di Schar o Pensa a Fleba di Iain M. Banks

La mente di Schar o Pensa a Fleba di Iain M. Banks
La mente di Schar o Pensa a Fleba di Iain M. Banks

Il romanzo “La mente di Schar”, conosciuto anche come “Pensa a Fleba”, (“Consider Phlebas”) di Iain M. Banks è stato pubblicato per la prima volta nel 1987. Fa parte del ciclo della Cultura. In Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord nel n. 204 di “Cosmo Argento” nella traduzione di Gianluigi Zuddas, da Fanucci nel n. 2 di “Collezione Immaginario. Solaria” nella traduzione di Roldano Romanelli e da Mondadori all’interno de “Il ciclo della cultura. La prima trilogia” nella traduzione di Gianluigi Zuddas.

Nel corso della Guerra Idir-Cultura, una delle astronavi della Cultura viene distrutta durante un attacco Idirano ma la sua Mente, l’intelligenza artificiale che la controllava, sopravvive. Con una manovra disperata, la Mente riesce a nascondersi sul pianeta Schar, sotto la protezione dei Dra’Azon, entità talmente potenti che nessuno dei due contendenti vuole suscitare la loro ira.

Bora Horza Gobuchul è un Mutex in missione per conto degli Idirani grazie alla sua capacità di cambiare aspetto. L’intervento di Perosteck Balveda, un’agente della Cultura, fa fallire la missione di Horza e il Mutex dev’essere soccorso dagli Idirani. Un attacco della Cultura lo mette nuovamente in pericolo e stavolta viene soccorso dall’astronave di una Libera Compagnia di mercenari. Horza è costretto a lottare per la propria vita e per portare avanti la sua missione raggiungendo il pianeta Schar.

Nota. “La mente di Schar” è stato pubblicato in due traduzioni diverse. Io ho l’edizione Nord come riferimento perciò uso termini usati nella sua traduzione, ripresa nell’edizione Mondadori nonostante l’uso dello stesso titolo italiano dell’edizione Fanucci. Nell’edizione Fanucci, i Mutex vengono chiamati Metamorfi.

“La mente di Schar” è il primo romanzo di fantascienza di Iain M. Banks ed è quello che presenta l’universo narrativo della Cultura che ha reso l’autore famoso. Si tratta di una presentazione piuttosto curiosa della Cultura dato che quella civiltà viene mostrata solo in parte in modo diretto o tramite le azioni di suoi cittadini ma soprattutto dal punto di vista di Bora Horza Gobuchul, che è un suo nemico. Si tratta di una parte della complessità di una saga che offre temi che spesso sono classici della fantascienza con una profondità impensabile alcuni decenni prima.

La Guerra Idir-Cultura viene usata da Iain M. Banks per sviluppare quella che è una space opera su una scala davvero grandiosa. Le battaglie coinvolgono astronavi a volte gigantesche e potentissime ma anche costruzioni artificiali come gli Orbitali, enormi habitat spaziali a forma di anello.

La componente avventurosa è notevole e non ha nulla da invidiare ai classici della space opera ma i toni sono ben diversi rispetto a quelle storie. Ben presto ne “La mente di Schar” è chiaro che non si tratta di un banale scontro tra buoni e cattivi ed è ben difficile pensare a qualcuno dei personaggi come a un eroe. Il protagonista Bora Horza Gobuchul non ispira una gran simpatia anche se gliene succedono di tutti i colori. Horza sembra ben contento di lavorare per gli Idirani anche se sono fanatici religiosi. Come la maggior parte dei personaggi del romanzo, è decisamente ambiguo dal punto di vista morale.

Ci sono racconti di battaglie e dei pericoli che Horza corre nel corso dei suoi tentativi di trovare la Mente ma sono inframmezzati da tante digressioni che a volte rallentano notevolmente il ritmo. Iain M. Banks usa i vari momenti di quell’avventura per parlare di alcune sfaccettature politiche, sociali e religiose di Cultura e impero Idirano, a volte tramite conversazioni e a volte tramite monologhi interiori di un personaggio. Un problema è che a volte sono sfaccettature viste dal punto di vista del protagonista e quindi tutt’altro che oggettive.

Tutto ciò rende “La mente di Schar” una lettura non facile. Il problema secondo me è che questo romanzo non è una semplice space opera classica con una storia raccontata in modo scorrevole né ha una profondità tale da compensare una certa pesantezza. Rimane il pregio di offrire un universo narrativo molto ricco.

“La mente di Schar” è secondo me tutt’altro che perfetto e vari romanzi successivi sviluppano meglio gli elementi di quell’universo narrativo. Non è indispensabile leggerlo per andare avanti col ciclo della Cultura perché i vari romanzi sono autonomi o quasi. Può piacere a chi apprezza space opera in cui gli elementi politici e sociali sono importanti.

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