Le ombre di Morjegrad di Francesca Cavallero

Le ombre di Morjegrad di Francesca Cavallero
Le ombre di Morjegrad di Francesca Cavallero

Il romanzo “Le ombre di Morjegrad” di Francesca Cavallero è stato pubblicato per la prima volta da Mondadori nel n. 1672 di “Urania”. È il romanzo vincitore del Premio Urania 2018.

Nella colonia di Morjegrad l’economia si basa sullo sfruttamento dell’ambiente ma solo alcuni, che vivono dal lato giusto del Muro, ne traggono vantaggio mentre molti altri vengono sfruttati e non hanno speranza di migliorare la loro situazione. Una miniera è stata riutilizzata come Distretto detentivo, che ospita anche laboratori dove vengono compiuti esperimenti sui prigionieri.

L’Unione rivoluzionaria sta tentando da tempo di rovesciare il governo ma la popolazione continua a soffrire tra sfruttamento, esperimenti che servono a trasformare le persone in lavoratori più efficienti e altre forme di oppressione. Alcune donne, nonostante profonde ferite nel corpo e nella mente, cercando di ribellarsi a quella terribile situazione.

“Le ombre di Morjegrad” è ambientato in un futuro non specificato su un pianeta colonizzato con tante buone intenzioni, le stesse che lastricano la strada per l’inferno. Il risultato è un inferno per chi è condannato a essere sfruttato per tutta la vita e non ha alcuna speranza di migliorare la propria situazione. Il romanzo è diviso in varie parti, che raccontano storie di diversi personaggi che vivono sulla loro pelle, in diversi modi, quell’oppressione. Sono in particolare donne usate come cavie, passatempi e in altri modi le quali cercano non solo di sopravvivere ma anche di reagire.

Lo stile di Francesca Cavallero è duro, con un linguaggio espressivo al punto che lo stile diventa sostanza aumentando ulteriormente l’intensità delle storie delle protagoniste di “Le ombre di Morjegrad”, che già sono brutali a causa degli abusi subiti. Occasionalmente qualcuno coglie il loro grido di dolore e si creano reali rapporti umani, i quali sembrano l’eccezione in una società in cui la maggioranza pare cercare solo di sfruttare il prossimo senza pietà.

Le storie di queste donne possono essere collegate o meno. Sono pezzi di una storia più grande di una colonia che pare condannata all’oppressione in una distopia senza speranza dato che neppure l’Unione rivoluzionaria sembra avere reali soluzioni. Spesso sembrano più immagini che storie vere e proprie visto il linguaggio evocativo usato da Francesca Cavallero e la lunghezza limitata di ogni parte.

Anche le situazioni sono molto diverse perché Morjegrad è una colonia relativamente piccola ma con tanti aspetti diversi, come se fossero tanti gironi infernali in cui diversi supplizi vengono inflitti agli sventurati che vi finiscono. I vari aspetti sono rispecchiati dalle differenze anche profonde tra le varie protagoniste, che alla fine sono unite dalla sofferenza e, almeno per alcune, dalla voglia di reagire.

L’interesse dell’autrice riguardo alle emozioni e ai sentimenti dei personaggi, a volte espresse anche nei loro rapporti, sembra decisamente superiore a quella riguardante la trama. Ci sono momenti d’azione, anche intensa, ma c’è molta introspezione. Il risultato è una struttura non convenzionale, con continui cambi di ritmo anche all’interno dello stesso frammento.

Nonostante tutto, le protagoniste di “Le ombre di Morjegrad” sperano di avere un futuro, anche se è del tipo nato nel dolore. La struttura narrativa del romanzo non offre reali visioni del possibile futuro della colonia, anzi sembra rendere le storie delle protagoniste avulse da una reale scala temporale. Ciò può risultare deludente per chi cerca un romanzo più convenzionale mentre può essere molto più soddisfacente per chi è più aperto verso altri tipi di storie forti e intense, soprattutto se basate sui personaggi.

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