The Terror: Infamy – Vieni a prendermi

Asako Nakayama (Naoko Mori) in Vieni a prendermi (Immagine cortesia AMC Studios / Amazon. Tutti i diritti riservati)
Asako Nakayama (Naoko Mori) in Vieni a prendermi (Immagine cortesia AMC Studios / Amazon. Tutti i diritti riservati)

“Vieni a prendermi” (“Come and Get Me”) è il nono episodio della seconda stagione della serie “The Terror”, che è stata chiamata “The Terror: Infamy”, e segue “Dolce Bambino Mio“. È trasmessa negli USA da AMC Studios e in altre nazioni su Amazon Prime Video.

Nota. Quest’articolo contiene alcuni spoiler su “Vieni a prendermi”.

I campi di internamento vengono chiusi e i giapponesi-americani tornano a casa loro. Tuttavia, Henry Nakayama (Shingo Usami) e sua moglie Asako (Naoko Mori) non trovano più nulla di ciò che avevano e devono arrangiarsi per sopravvivere. Scoprono cos’è successo a Chester (Derek Mio) solo quando lui telefona per chiedere il loro aiuto per proteggere Luz Ojeda (Cristina Rodlo).

“The Terror: Infamy” è ormai vicino alla sua conclusione e la storia si sta avvicinando anche alla fine della II Guerra Mondiale. Nel 1945 vennero chiusi i campi di internamento per giapponesi-americani e l’inizio di “Vieni a prendermi” mostra l’atteggiamento che il governo americano ebbe nei loro confronti fino alla fine. Alle persone liberate venne detto che dovevano essere grate per il rifugio fornito. Allo stesso tempo venne loro ricordato che dovevano essere fedeli agli USA. In realtà, chi tra loro non trovò più la propria casa fu costretto a vivere in condizioni perfino peggiori di quelle dei campi.

Chester Nakayama ha un piano per salvare la sua famiglia da Yuko Tanabe (Kiki Sukezane) ma ha bisogno dei Nakayama. La parte soprannaturale soffre secondo me più che mai dei problemi visti nel corso della stagione. Per molti versi l’episodio è imperniato su madri e figli ma le madri sembrano in secondo piano, usate per far progredire la trama in un modo che spreca la forza che potrebbero offrire alla storia. Il problema è peggiorato dal fatto che il rapporto tra Henry e Chester è gestito in modo fastidioso, con dialoghi banali. Il confronto tra Asako e Yuko alla fine dell’episodio viene usato solo per tirare fuori una rivelazione che sembra non poter mancare in ogni episodio. È un peccato perché la scena con Asako sul ponte nella prima parte dell’episodio prometteva molto di più come intensità emotiva.

“Vieni a prendermi” doveva dirigere la trama verso il gran finale con un crescendo di tensione ed eccitazione. Sinceramente nel mio caso non ho sentito tutto ciò e, come quasi sempre in “The Terror: Infamy”, la mia attenzione è stata molto maggiore verso l’elemento storico. Mi aspettavo di meglio per quanto riguarda l’elemento soprannaturale ma, in un episodio perfino più breve degli altri, anche stavolta il suo sviluppo mi ha lasciato perplesso. In parte il problema è relativo a tutta la stagione, nel senso che se certi personaggi e certi rapporti interpersonali non vengono sviluppati adeguatamente nel corso degli episodi è impossibile sperare che nel penultimo episodio essi funzionino.

Devo dire che non ho grandi aspettative per il finale di “The Terror: Infamy”. Spero che anche la parte storica abbia un finale per imparare ancora qualcosa sull’argomento ma per quanto riguarda l’elemento soprannaturale non ho sviluppato abbastanza interesse verso i personaggi da sentire la tensione. Sono curioso di vedere come andrà a finire la vicenda ma nulla più.



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