The Terror: Infamy – Tutti i Demoni Sono Ancora all’Inferno

Chester Nakayama (Derek Mio) in Tutti i Demoni Sono Ancora all'Inferno (Immagine cortesia AMC Studios / Amazon. Tutti i diritti riservati)
Chester Nakayama (Derek Mio) in Tutti i Demoni Sono Ancora all’Inferno (Immagine cortesia AMC Studios / Amazon. Tutti i diritti riservati)

“Tutti i Demoni Sono Ancora all’Inferno” (“All the Demons Are Still in Hell”) è il secondo episodio della seconda stagione della serie “The Terror”, che è stata chiamata “The Terror: Infamy”, e segue “Un passero in un nido di rondini“. È trasmessa negli USA da AMC Studios e in altre nazioni su Amazon Prime Video.

Nota. Quest’articolo contiene alcuni spoiler su “Tutti i Demoni Sono Ancora all’Inferno”.

Dopo l’attacco a Pearl Harbor, gli abitanti di Terminal Island di origine giapponese vengono cacciati dalle loro case. Henry Nakayama (Shingo Usami) e altri vengono internati in un campo, altri vengono prima spostati qua e là. Nel frattempo, Chester Nakayama (Derek Mio) si preoccupa per gli strani eventi che hanno colpito la comunità ma deve pensare soprattutto ai suoi problemi personali.

Dopo un primo episodio introduttivo, la trama storica entra nel vivo mostrando ciò che accadde realmente alle persone di origine giapponese dopo l’attacco a Pearl Harbor. Alcuni membri della comunità sono stati inviati immediatamente in un campo di internamento e Henry Nakayama che all’inizio del secondo episodio ripete di non essere una spia, di essere un semplice pescatore e di amare gli USA dà l’idea di quale sia la sua situazione.

Anche per il resto degli abitanti di origine giapponese della comunità le cose non vanno bene perché buona parte di “Tutti i Demoni Sono Ancora all’Inferno” li mostra mentre vengono costretti a trasferirsi varie volte da un posto a un altro fino ad arrivare anch’essi in un campo di internamento. Anche i bambini di un orfanotrofio vengono portati via e uno dei soldati afferma che è per la sicurezza e chiunque abbia anche una goccia di sangue giapponese deve andare con loro.

Il tema che emerge in tutta la sua forza è quello della deumanizzazione che colpì gli americani di origine giapponese dopo l’attacco a Pearl Harbor. Nella tragedia della II Guerra Mondiale, anch’essi divennero vittime nel momento in cui i loro governanti cominciarono a sospettare tutti indiscriminatamente, uomini, donne e bambini, di essere spie al servizio dell’impero giapponese, giustificando così la decisione di rinchiuderli in campi di internamento.

Chester Nakayama continua a essere un protagonista, in questo caso della sottotrama riguardante gli americani di origine giapponese spostati qua e là, ma secondo me la parte in cui si riunisce a Luz Ojeda (Cristina Rodlo) è anche la più debole dato che è basata sul fatto che Chester riesca a sfuggire ai soldati che sorvegliano lui e gli altri per andare da Luz. C’è una chiara idea di puntare sulle emozioni legate alla gravidanza di Luz e al rapporto tra lei e Chester ma quel rapporto sembra piuttosto superficiale.

L’elemento di dramma storico rimane decisamente il più forte anche in “Tutti i Demoni Sono Ancora all’Inferno” e l’elemento soprannaturale ha poco spazio con una sola scena davvero importante. Per il resto, alcuni personaggi parlano del possibile tipo di spirito maligno che li sta perseguitando e qualcuno lo vede ma è ancora tutt’altro che chiaro dove quella storia andrà a parare.

Complessivamente, “Tutti i Demoni Sono Ancora all’Inferno” serve a riassumere ciò che successe agli americani di origine giapponese nel periodo successivo all’attacco a Pearl Harbor aggiungendo la storia personale di Chester Nakayama. La parte storica continua a essere decisamente la più interessante.



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