Miss G di Chen Qiufan

L'eterno addio di Chen Qiufan
L’eterno addio di Chen Qiufan

Il racconto breve “Miss G” di Chen Qiufan è stato pubblicato per la prima volta nel 2011. In Italia è stato pubblicato da “Future Fiction” all’interno della seconda edizione dell’antologia “L’eterno addio” nella traduzione di Alessandra Cristallini.

Miss G è nata con una malformazione intima che le precluderà una normale vita sessuale. I suoi genitori arrivano a inventarsi delle storie per giustificare il fatto che sia diversa dalle altre ragazze ma crescendo finisce per scoprire la verità. La chirurgia può rimediare fisicamente al problema ma raggiungere l’orgasmo è un altro discorso.

A differenza di altri racconti di Chen Qiufan, “Miss G” sfugge a semplici etichette di genere. La storia della protagonista mette al centro la sua sessualità, resa complessa da una malformazione congenita che finisce per crearle un’ossessione nei confronti del sesso e una ricerca dell’orgasmo, che le sembra impossibile da raggiungere in modo convenzionale.

I toni del racconto sono leggeri, da commedia, ma è il tipo di leggerezza che viene usato come livello superficiale di opere che hanno significati profondi. In questo caso è Miss G che cerca una vita sessuale piena finendo per diventare una superstar dell’erotismo senza riuscire a raggiungere l’orgasmo pur portando i suoi fan all’estasi con le sue arti.

Mentre diventa oggetto di culto, Miss G cerca di capire i segreti dell’orgasmo e nel corso del racconto l’argomento viene affrontato da vari punti di vista, da quello medico-scientifico a quello filosofico. Il racconto è troppo breve per approfondire gli argomenti e il senso è nella ricerca della protagonista dell’orgasmo e del suo controllo tramite strumenti legati alla conoscenza. In sostanza, cerca di controllare una funzione legata agli istinti più fondamentali usando strumenti legati alle parti del cervello più umane.

C’è una contrapposizione tra la ricerca di Miss G e l’ossessione delle folle di fan per lei, descritta in un modo perfino surreale che comunque ricorda l’atteggiamento di molte persone per certe star considerate sex symbol, anche nelle conseguenze di quel tipo di idolatria su quei fan ma anche sulla protagonista. È per questo motivo che secondo me questo racconto breve può offrire spunti di riflessione che vanno ben oltre il livello umoristico.

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