Apex di Ramez Naam

Apex di Ramez Naam
Apex di Ramez Naam

Il romanzo “Apex” di Ramez Naam è stato pubblicato per la prima volta nel 2015. È il terzo libro della trilogia Nexus e segue “Crux“. Oltre il limite della mente”. Ha vinto il premio Philip K. Dick. È al momento inedito in Italia.

Kaden “Kade” Lane ha eliminato la backdoor di Nexus che può permettere a qualche malintenzionato che la scopre di prendere letteralmente possesso di persone che l’hanno installato nel proprio cervello ma deve trovare il modo di diffondere l’aggiornamento. Per farlo, deve prima evitare di finire nelle mani del governo americano e la sua speranza potrebbe venire dall’India.

Negli USA è ormai tempo di elezioni presidenziali, un voto che determinerà il futuro come raramente è successo nel corso della storia della nazione. Il presidente John Stockton è ben deciso a farsi rieleggere e mantenere severe leggi anti-Nexus ma il segreto del laboratorio in cui sono stati compiuti esperimenti su bambini con Nexus è trapelato scatenando forti proteste con una fazione a gettare benzina sul fuoco. Un nuovo fronte viene aperto con la Cina con accuse reciproche di interferenze nella politica interna, chi ha interesse a uno scontro tra le due nazioni?

“Apex” inizia dov’era finito “Crux” formando un’unica grande storia con i due libri precedenti perciò è necessario leggere tutta la trilogia per capire lo sviluppo dei temi, dei personaggi e ancor più delle varie sottotrame. Fin dall’inizio, la trilogia Nexus ha offerto una serie di posizioni etiche e morali rispetto a una possibile via al transumanesimo e a partire dal secondo libro anche al postumanesimo.

La sottotrama riguardante il trasferimento di una mente umana in un computer è diventata sempre più importante e nel corso di “Apex” è per lunghi tratti praticamente indipendente dagli eventi di tutte le altre sottotrame. Per un po’ mi sono chiesto se Ramez Naam non avrebbe fatto meglio a scrivere un romanzo apposta per questa sottotrama, una sorta di spinoff in cui svilupparla senza appensantire la storia originale ma a un certo punto l’elemento connesso al postumanesimo torna a collegarsi alle altre sottotrame.

Questo romanzo finale mostra quali scelte potrebbero portare se non a un’utopia almeno a un futuro più democratico e quali potrebbero invece far precipitare le nazioni in cui c’è ancora un po’ di democrazia in regimi autoritari. Come nei libri precedenti, Ramez Naam lo fa mostrando varie posizioni e varie opinioni con diverse sfumature in una complessità che va ben oltre una banale divisione tra buoni e cattivi. Ogni tanto l’autore ha fatto ricorso a cliché ma in “Apex” va oltre di essi almeno nella sottotrama riguardante il governo americano mostrando una complessità anche all’interno dell’amministrazione in carica seguendo il punto di vista della consigliera per la sicurezza nazionale Carolyn Pryce.

Forse le sottotrame finiscono per essere perfino troppe e ad esempio Sam, che era stata una protagonista nei primi due libri, in “Apex” viene quasi dimenticata dopo che i bambini salvati in Thailandia diventano il centro assoluto della sua attenzione. Forse è il libro più corale dato che mette assieme le storie di persone diverse in varie parti del mondo, una scelta appropriata in un mondo che è già globalizzato oggi e lo sarà ancor di più nel 2040. Tuttavia, la mole di eventi e di riflessioni da parte di personaggi ne fa forse anche il libro più pesante.

Ramez Naam non è lo scrittore migliore per quanto riguarda lo stile perciò la trilogia Nexus a volte è sviluppata in modo caotico con un ritmo che a volte è frenetico mentre altre volte rallenta vistosamente in momenti introspettivi che forse avrebbe potuto gestire meglio. Sembra concentrato soprattutto sulle tante idee sviluppate in questa trilogia con una tecnologia che potrebbe davvero cambiare il mondo e l’esame delle conseguenze etiche e morali dei suoi usi, legate a una serie di temi sociali e politici. Secondo me in questo sviluppo l’autore è stato eccellente.

Alla fine di “Apex”, Ramez Naam ha aggiunto un breve commento sulla scienza dietro la Nexus. È il primo a dire che è improbabile che nel 2040 sarà disponibile qualcosa del genere e il trasferimento di una mente umana in un computer è ancor più improbabile. Tuttavia, i progressi tecnologici sono rapidissimi e portano nuovi problemi etici e morali o nuove versioni di vecchi problemi che possono avere conseguenze notevoli. Secondo me la grande forza della trilogia Nexus è nell’esplorazione di quelle conseguenze con molti spunti di riflessione anche per il presente ed è il motivo per cui ne consiglio la lettura.

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