Arma Infero 3: Il Risveglio del Pagan di Fabio Carta

Arma Infero 3: Il Risveglio del Pagan di Fabio Carta
Arma Infero 3: Il Risveglio del Pagan di Fabio Carta

Il romanzo “Arma Infero 3: Il Risveglio del Pagan” di Fabio Carta è stato pubblicato per la prima volta nel 2018 in ebook da Inspired Digital Publishing. È il seguito di “Arma Infero II: I Cieli di Muareb“.

Dopo la prodigiosa trasformazione di Lakon, lui e Karan fanno il loro ritorno solo per scoprire una Falange devastata dalla guerra. La gloriosa cavalleria ha lasciato il passo a una guerra di trincea resa ancor più atroce dall’uso di ordigni atomici che hanno colpito anche la popolazione civile.

Karan ha ormai perduto la sua amata Luthien e deve dimenticarla per concentrarsi sullo sforzo bellico. Cerca di dare il suo contributo migliorando lo sfruttamento delle antiche tecnologie ma la scarsa unità tra i nobili e tra i generali costituisce un serio problema nella gestione delle attività belliche.

“Arma Infero 3: Il Risveglio del Pagan” è il terzo capitolo della grande storia raccontata in prima persona da Karan del pianeta Muareb. Essa viene ripresa subito dopo la fine del secondo tomo ed è necessario aver già letto i primi due per comprendere le basi di quest’universo narrativo con i suoi protagonisti e gli eventi, che sono lo sviluppo diretto di quelli precedenti.

In questo terzo tomo Fabio Carta continua a utilizzare un linguaggio aulico che, pur usato per un romanzo e non un poema o una canzone, richiama quello dei trobadori medievali. Si tratta di una scelta dovuta all’importanza dei cavalieri in una commistione di elementi medievaleggianti e fantascientifici.

Nonostante quello stile, in “Arma Infero 3: Il Risveglio del Pagan” rimane ben poco della cavalleria e soprattutto delle sue gesta. Non ci sono glorie né tanto meno l’amor cortese presente nel secondo tomo su cui creare poemi e canzoni ma solo una guerra che è diventata logorante per tutte le parti e che non risparmia più nessuno.

Nel secondo tomo Fabio Carta ci era già andato giù pesante nel racconto delle strategie di preparazione alla guerra fatte da incapaci scelti perché ben visti a corte. È nulla rispetto a ciò che fa in questo terzo tomo, dove la situazione è perfino peggiore, con la corte ridotta all’ombra di ciò che era prima della guerra con bisticci ancor più meschini, anche tra i generali. Stavolta però l’autore lo fa all’interno di un romanzo i cui toni sono diventati davvero cupi.

La guerra è cambiata e quella in atto è soprattutto una guerra di trincea avvelenata dagli effetti delle bombe atomiche. Il fronte è immenso con un permanente campo di battaglia il cui fulcro è un luogo chiamato Verthun, un nome che richiama Verdun, la cittadina francese al centro della cosiddetta battaglia di Verdun, una sorta di conflitto all’interno del conflitto più grande, la I Guerra Mondiale, dato che fu uno dei più terribili carnai in tutta la storia dell’umanità.

Sia soldati che civili vengono uccisi, feriti, mutilati e piagati dalle radiazioni in quantità e le descrizioni di quella tragedia sono piuttosto crude. Attraverso il romanzo, il lettore può avvertire tutti gli orrori della guerra che si consuma su Muareb, i quali rispecchiano le guerre che purtroppo vengono combattute sulla Terra a prescindere dalle armi che vengono usate.

Nonostante ciò, non si ferma l’opera di Lakon con il povero Karan che cerca di stargli dietro anche se a volte non comprende davvero cosa stia succedendo. A volte viene il dubbio che Karan non sia un narratore affidabile perché anche la sua salute viene colpita nel corso della sua partecipazione alle attività belliche. La sua umanità, che comprende difetti e soprattutto fallibilità, è una parte importante di questo protagonista che si manifesta nel modo in cui affronta i terribili eventi del romanzo e i prodigi legati a Lakon.

Le tante situazioni che si susseguono nel romanzo portano Karan e spesso anche Lakon in luoghi molto diversi in una trama piena d’azione e di colpi di scena che al tempo stesso offre tanti momenti di introspezione con anche spunti di riflessione. Le basi della grande storia sono state gettate nel primo tomo assieme alla costruzione di quell’universo narrativo perciò nel terzo tomo Fabio Carta si può concentrare sull’essenza della storia con una narrazione scorrevole ed equilibrata. Non so quanti tomi ci saranno ancora per arrivare alla fine ma con “Arma Infero 3: Il Risveglio del Pagan” credo che siamo ormai pienamente dentro gli eventi fondamentali per questa saga perciò ormai la consiglio senza remore.

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