Simbionti di Claudio Vastano

Simbionti di Claudio Vastano
Simbionti di Claudio Vastano

Il romanzo “Simbionti” di Claudio Vastano è stato pubblicato per la prima volta nel 2018 da Mondadori nel n. 1660 di “Urania”. È il vincitore del Premio Urania 2017.

Una serie di eventi fuori dal normale vengono segnalati in luoghi molto distanti. Molti di essi sono collegati a strani comportamenti da parte di animali completamente diversi tra loro ma in alcuni casi ci sono persone che manifestano sintomi di malattie che non sono normali in quella zona e suscitano la perplessità dei medici che le visitano.

La BioGen è una multinazionale all’avanguardia nel campo delle biotecnologie e sta sviluppato un organismo in grado di degradare sostanze inquinanti lasciando solo prodotti innocui. Il simbionte creato dalla BioGen è un avanzatissimo prodotto dell’ingegneria genetica ma ciò che avviene nelle vicinanze degli stabilimenti coinvolti negli esperimenti fa sospettare che in qualche modo sia in grado di uscire da essi.

Le biotecnologie e tra di esse l’ingegneria genetica rappresentano una frontiera tecnico-scientifica che ha avuto una fortissima espansione in quest’inizio del terzo millennio. In questa situazione il confine tra scienza e fantascienza viene spostato in continuazione e nel caso di storie come quella di “Simbionti” si spera che si tratti di fantascienza ma si teme che non lo sia più.

Il romanzo ha un’impostazione tipica della fantascienza tipica della fantascienza catastrofica con un crescendo di eventi anomali che possono portare anche alla morte di esseri umani. Si può dire che Claudio Vastano metta subito le carte in tavola nel senso che la trama viene sviluppata fin dall’inizio seguendo soprattutto ciò che avviene all’interno della multinazionale delle biotecnologie BioGen. Ciò significa che non c’è un vero mistero attorno ai colpevoli degli eventi ma c’è più che altro un tentativo di capire cosa sia andato male nelle attività di ricerca e sviluppo dei simbionti. In realtà c’è una certa incredulità da parte di alcuni personaggi ma i forti sospetti che alcuni simbionti siano sfuggiti al controllo esistono fin dall’inzio.

La conseguenza di quest’impostazione iniziale è che la trama viene sviluppata come una sorta di puzzle scientifico in cui i vari eventi sono pezzi da mettere assieme per capire cosa sia successo alla BioGen. Claudio Vastano aveva studiato vari argomenti che ha incluso in “Simbionti” quando andava all’università perciò è stato in grado di scrivere un romanzo catastrofico che allo stesso tempo è di fantascienza “hard” dato che anche l’elemento scientifico è uno dei suoi punti forti.

Per il lettore non è necessario essere laureati in biologia per capire i contenuti scientifici: tra i personaggi ci sono vari scienziati con diverse specializzazioni che devono spiegare le loro scoperte e i risultati delle loro analisi anche a persone che non appartengono al loro campo specifico e in vari casi anche a non scienziati con la necessità di accommpagnare espressioni e termini più complessi con le relative spiegazioni.

Il lato positivo di “Simbionti” è che Claudio Vastano riesce a mescolare bene l’elemento catastrofico e quello scientifico. Ciò significa che c’è un buon equilibrio tra le tante conversazioni che spesso includono gli argomenti più specialistici e l’azione legata ai molti eventi del romanzo perciò il ritmo tende a essere elevato.

Il lato negativo è che dopo un po’ gli eventi cominciano a diventare ripetitivi con una nuova specie di animali che mostra comportamenti anomali e soprattutto pericolosi per gli esseri umani. Ciò finisce per attutire il senso di minaccia che dovrebbe derivare da quei comportamenti. Non aiuta il fatto che solo alcuni personaggi abbiano una personalità definita e quindi anche le morti tendono ad avere poco impatto emotivo.

Il risultato è una storia che nella seconda parte diventa interessante soprattutto per le conclusioni riguardanti gli esperimenti con i simbionti e la scoperta dei vari interventi di ingegneria genetica compiuti. Alcuni colpi di scena riguardanti le attività della BioGen sono sinceramente un po’ dei cliché legati anche ad alcuni stereotipi in alcuni personaggi. Secondo me un minimo di originalità nella trama e un maggior sviluppo dei personaggi avrebbero rafforzato notevolmente il romanzo. Comunque, “Simbionti” mi sembra tutto sommato buono ma per come è stato sviluppato credo che possa piacere soprattutto da chi apprezza storie basate su enigmi scientifici.

5 Comments


  1. Sono pienamente d’accordo che il lato scientifico poteva essere reso più affascinante e originale. Dal ‘simbionte’ si poteva ricavare di più. Rimane una storia che si fa leggere, ma generalmente forse un po’ scontata.

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    1. Dà l’impressione che Claudio Vastano si sia concentrato sulla parte scientifica e il resto sia diventato una sorta di contorno.

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      1. Una curiosità: nel libro c’erano anche 3 racconti finalisti al premio Urania short 2018. Quale ti è parso più meritevole?

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        1. Tra i 3 mi è piaciuto di più “I polmoni del nuovo mondo” di Massimiliano Giri con la sua versione originale della terraformazione (o anti-terraformazione?).

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          1. Si, condivido. Mi é piaciuto molto, sia per il tema (il mondo vegetale mi affascina molto di più di quello animale) sia per il ritmo e l’atmosfera che é riuscito a trasmettere. Per me ha il sapore dei bei racconti.

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