The Long War di Terry Pratchett e Stephen Baxter

The Long War di Terry Pratchett e Stephen Baxter
The Long War di Terry Pratchett e Stephen Baxter

Il romanzo “The Long War” di Terry Pratchett e Stephen Baxter è stato pubblicato per la prima volta nel 2013. È il secondo libro della serie The Long Earth e segue “La Lunga Terra“. È al momento inedito in Italia.

A molti anni di distanza dal Giorno del Passaggio, che ha segnato l’apertura della frontiera della Lunga Terra, l’umanità si è espansa in moltissimi universi paralleli formando una complessa rete di comunità a volte anche grandi e flotte di aeronavi che mantengono i contatti. I rapporti con Terra Riferimento stanno diventando tesi perché gli americani rimasti lì vogliono sempre più soldi in tasse dagli abitanti delle altre Terre senza offrire nulla in cambio.

Molte comunità di americani che si sono stabiliti su altre Terre non gradiscono l’atteggiamento del loro governo e le spinte verso l’indipendenza aumentano. La missione del Capitano Maggie Kauffman è di ricordare a tutti loro la presenza del loro governo. La situazione è complicata dalla presenza in molte Terre di altre specie intelligenti e i rapporti con gli esseri umani non sono sempre facili.

Ne “La Lunga Terra” gli autori avevano raccontato le conseguenze della diffusione degli schemi del passatore, un apparecchio che permetteva di passare dalla loro Terra, chiamata Terra Riferimento, a una serie di Terre parallele. In “The Long War” fanno un salto in avanti di molti anni per raccontare le ramificazioni dei cambiamenti avvenuto dopo il Giorno del Passaggio, quando il mondo ha scoperto il passatore.

Parecchi personaggi del primo romanzo tornano nel secondo, a cominciare da Joshua Valienté, che ora ha una famiglia. Altri personaggi importanti sono stati creati per “The Long War” e rispecchiano la nuova situazione come il Capitano Maggie Kauffman, incaricata dal Presidente degli USA di rinsaldare i contatti con gli americani che si sono stabiliti su altre Terre, e vari personaggi non umani.

Il viaggio è ancora un tema portante in “The Long War” e in realtà ci sono più personaggi che compiono viaggi, ognuno con la propria destinazione e per i propri motivi. Ciò segna la differenza principale rispetto a “La Lunga Terra” ma secondo me porta anche i problemi maggiori. Il primo romanzo aveva un viaggio di esplorazione come sottotrama principale, il secondo ha vari viaggi collegati a conflitti tra varie fazioni di esseri umani o tra umani e altre specie intelligenti che vivono in varie Terre.

L’emigrazione di moltissime persone in altre Terra ha lasciato su Terra Riferimento soprattutto persone fortemente legate a essa o addirittura con una fobia nei confronti del passaggio ad altre Terre. Una delle sottotrame riguarda le mosse del governo americano per cercare di ottenere maggior controllo, di conseguenza tasse, sui cittadini che vivono in altre Terre in contrasto con varie spinte indipendentiste esistenti in varie comunità.

La conseguenza è che in “The Long War” diventano ancor più importanti temi politici e sociali. Storicamente gli esseri umani si sono combattuti per accaparrarsi risorse limitate ma dopo il Giorno del Passaggio possono spostarsi in una quantità di mondi che potrebbe essere infinita. Molti americani di Terra Riferimento pensano che sfoggiare armi potenti sia ancora la politica da adottare per far valere la loro autorità e gli autori raccontano i rapporti complessi con comunità che hanno cominciato a vivere seguendo idee diverse.

Il rischio di una guerra che attraversa varie Terre non c’è solo tra fazioni umane ma anche con altre specie intelligenti. Gli autori avevano già cominciato a introdurne alcune ne “La Lunga Terra” e negli anni successivi la diffusione degli umani in molte Terre ha portato a nuovi incontri ma anche provocato conseguenze sui rapporti interspecie.

Tutto ciò porta allo sviluppo di varie sottotrame con temi che spesso sono anche interessanti ma anche a una frammentazione della narrazione. La complessità di varie situazioni, in cui la soluzione dei problemi tende a non arrivare al primo tentativo, non aiuta il lettore a stare dietro a tutto ciò che succede. A volte sembra che gli autori abbiano tentato di offrire una vista d’insieme della Lunga Terra come se fosse un mosaico ma mostrandone solo alcuni pezzi, per quanto importanti, e di questi ne mostrano uno alla volta.

In particolare, le parti della trama legate ad altre specie intelligenti soffrono spesso del fatto che le motivazioni per i loro comportamenti devono essere comprese attraverso pochi dettagli. Alcuni rapporti interspecie sono influenzati da eventi specifici ma il lettore deve passare dall’uno all’altro in continuazione e cercare di seguirli tutti.

A tutto ciò va aggiunto il viaggio di Lobsang, legato alle attività della Black Corporation. In “The Long War” ha un nuovo compagno di viaggio ma la sua storia rispecchia la frammentazione di quella complessiva perché ci sono varie sue copie. Ci sono ancora vari misteri attorno a Lobsang e alla Black Corporation ma afferma esplicitamente che il suo è un lavoro a lungo termine perciò almeno nel suo caso è chiaro che in questo romanzo c’è solo una parte della sua storia.

Forse sarebbe stato meglio se il secondo romanzo della serie fosse stato ambientato pochi anni dopo la fine del primo. Ciò avrebbe permesso di dedicare maggior spazio alla presentazione di altre specie, alla costruzione di comunità umane in varie Terre e agli sviluppo delle storie dei protagonisti. In questo modo, gli autori avrebbero potuto successivamente concentrarsi sugli eventi di “The Long War” evitando un po’ di disordine narrativo.

Anche “The Long War” finisce con un evento importante e quindi senza una vera fine. Contiene vari temi interessanti ma c’è davvero troppo per un unico romanzo e qualcosa rimane sacrificato, come ad esempio lo sviluppo di vari personaggi. Secondo me rimane comunque interessante ma leggetelo senza troppe aspettative.

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