Rebecca di Clelia Farris

La consistenza delle idee di Clelia Farris
La consistenza delle idee di Clelia Farris

Il racconto breve “Rebecca” di Clelia Farris è stato pubblicato per la prima volta nel 2017 da Delos in “Materia Oscura” e nel 2018 da Future Fiction all’interno dell’antologia “La consistenza delle idee”.

Quando Rebecca si accorge di una nuova presenza in casa, scopre che suo marito Max vi ha portato la sua nuova moglie. Max non può più contare su Rebecca per la verifica sperimentale del progetto Manderley e ha sposato una fisica che collabora con lui per portarlo a compimento.

Clelia Farris ha preso ispirazione dal romanzo “Rebecca, la prima moglie” di Daphne du Maurier, che ha avuto vari adattamenti tra cui il più celebre è quello di Alfred Hitchcock nel film “Rebecca – La prima moglie”, usandone i protagonisti e l’ambientazione della magione di Manderley. Il romanzo è del 1938 e il film del 1940, il racconto reinterpreta la storia dei protagonisti in chiave fantascientifica.

Non è indispensabile aver letto il romanzo o aver visto il film per capire il senso del racconto proprio perché c’è un elemento fantascientifico che è centrale. Sapere da dove arriva l’ispirazione permette di capire il senso degli elementi rétro di una storia che parla di un progetto di fisica quantistica.

Un’altra delle basi del racconto scelta da Clelia Farris è di narrarlo dal punto di vista di Rebecca. Chi conosce la storia originale può chiedersi se la Rebecca del racconto sia un costrutto virtuale o altro e la risposta arriva grazie ai dettagli messi qua e là come anche la natura del progetto Manderley.

Lo stile del racconto è quello tipico di Clelia Farris, senza fronzoli e con tanti dettagli inseriti in maniera ben mirata al suo interno per fornire una certa idea dell’ambientazione, dare qualche tratto di personalità ai protagonisti e sviluppare rapidamente la trama, che è ben diversa da quella del romanzo.

Il risultato è che “Rebecca” è un racconto curioso per il modo in cui reinventa in modo fantascientifico i protagonisti del romanzo, tanto che la governante Danvers diventa una versione evoluta di un’assistente virtuale. È interessante da leggere anche per lo sviluppo della storia di Rebecca con le sorprese che riserva.

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