La Dickinsonia potrebbe essere uno dei più antichi animali

Fossile di Dickinsonia (Immagine cortesia ANU)
Fossile di Dickinsonia (Immagine cortesia ANU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive un’analisi di fossili appartenente al genere Dickinsonia, forse il più iconico della cosiddetta fauna di Ediacara, gli organismi che vissero nel periodo Ediacarano. Un team di ricercatori ha condotto un sofisticatissimo esame di fossili risalenti a circa 558 milioni di anni fa scoprendo le tracce di colesterolo, uno steroide tipico degli animali. La conclusione è che gli organismi del genus Dickinsonia dovevano essere certamente animali e questa potrebbe essere la prova che chiude decenni di discussioni sulla loro natura.

Fossili di Dickinsonia sono stati scoperti negli ultimi 70 anni in varie parti del mondo in dimensioni che vanno da pochi millimetri a 1,4 metri di lunghezza. Come per tanti altri organismi della fauna di Ediacara, la sua forma così diversa da quelle degli organismi delle epoche successive ha reso difficile perfino catalogarli tassonomicamente in un regno preciso. Per decenni ci sono state discussioni e anche stabilire correttamente il numero di specie all’interno del genere Dickinsonia basandosi sui fossili trovati è stato fonte di controversie.

Normalmente, i fossili di Dickinsonia sono costituiti da impronte in letti di arenaria che oggi possono essere parte di scogliere e quindi difficili da raggiungere. Proprio in una scogliera vicina al Mar Bianco lungo la costa nordovest della Russia, Ilya Bobrovskiy dell’ANU ha scoperto fossili appartenenti a questo genere molto ben conservati. A un’altezza tra i 60 e i 100 metri, hanno richiesto un lavoro più da alpinista che da paleontologo per estrarre i blocchi di arenaria che li contenevano.

Il lavoro ha dato ottimi risultati perché i fossili contengono non solo impronte bensì parti del corpo di quegli organismi. La maggior parte dei fossili scoperti nelle colline di Ediacara in Australia, quelle da cui prendono il nome tutta la fauna e il periodo Ediacarano, sono troppo degradati per poter tentare un’analisi tramite qualche nuova tecnologia. All’ANU c’è una delle apparecchiature più sofisticate del mondo per la ricerca di marcatori ma è necessario che i fossili esaminati abbiano mantenuto le loro tracce per ottenere qualche risultato.

Ilya Bobrovskiy aveva già condotto l’analisi di un organismo della fauna di Ediacara appartenente al genere Beltanelliformis, descritta in un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Ecology & Evolution” nel gennaio 2018. In quel caso, l’esame aveva indicato che si trattava di una colonia di cianobatteri.

I fossili di Dickinsonia trovati da Ilya Bobrovskiy erano adatti all’esame perciò ha provato a cercare tracce di molecole organiche all’interno di qualche campione. L’apparecchiatura dell’ANU per la ricerca di marcatori ha indicato una chiara presenza di tracce di sostanze prodotto dalla decadenza del colesterolo. I materiali attorno alle parti di Dickinsonia hanno mostrato tracce di ergosteroli e ciò suggerisce che vi fossero alghe verdi.

Per quanto ne sappiamo, solo gli animali producono colesterolo perciò gli organismi del genere Dickinsonia dovevano essere animali. Questo risultato conferma alcune delle conclusioni di una ricerca pubblicata sulla rivista “Paleontology” nell’agosto 2018 che sostiene che alcuni organismi della fauna di Ediacara erano animali inclusi quelli del genere Dickinsonia. Questa nuova ricerca però si è basata su analisi effettuate usando tecnologie moderne e non su similitudini nelle caratteristiche fisiche, confermando che nuovi tipi di analisi possono essere utilissimi nel campo della paleontologia.

Questa ricerca offre una risposta al dilemma che per decenni ha portato a discussioni sulla Dickinsonia e nuove informazioni sull’apparizione degli animali. Non dice nulla sulle parentele con i phylum degli animali che sono emersi successivamente, nel periodo Cambriano. Secondo la ricerca pubblicata sulla rivista “Nature Ecology & Evolution” nel gennaio 2018, la Dickinsonia appartiene a un gruppo imparentato con gli ctenofori o addirittura fa parte di quel phylum. Pian piano, le ricerche stanno offrendo nuove soluzioni ai misteri di alcuni degli organismi più strani che abbiano mai vissuto sulla Terra.

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