La consistenza delle idee di Clelia Farris

La consistenza delle idee di Clelia Farris
La consistenza delle idee di Clelia Farris

Il racconto breve “La consistenza delle idee” di Clelia Farris è stato pubblicato per la prima volta nel 2018 da Future Fiction all’interno dell’antologia “La consistenza delle idee”.

Nergal e Damkina sono cresciuti insieme nel kibbutz e insieme hanno trovato il coraggio di entrare nella Nave, dove gli altri hanno paura di andare. Lì hanno scoperto i puntaspilli e quando hanno provato a farne mangiare uno a un vecchio sarg, esso si è comportato come un cucciolo. I due decidono di vendere i puntaspilli agli abitanti della città ma con imprevedibili conseguenze a lungo termine.

Col suo stile minimalista, Clelia Farris ci porta su un altro pianeta chiamato Sargon, in una colonia divisa in varie comunità. Viene fornita una possibile spiegazione all’arrivo degli esseri umani su quel pianeta ma si tratta ormai di una leggenda perciò non è detto che sia affidabile. Ha importanza perché suggerisce che sia passato molto tempo dall’atterraggio di quella che ormai è conosciuta solo come Nave e quando a Nergal viene detto che l’acqua nella Nave è maledetta e salatissima rimane il dubbio sulla veridicità dell’affermazione.

“La consistenza delle idee” è raccontato in prima persona da Nergal, un abitante del kibbutz che, assieme a Damkina, mette in atto quello che considera un imbroglio vendendo a caro prezzo i puntaspilli che hanno trovato nella Nave. Gli abitanti della città di Erech si sono convinti che mangiandoli avrebbero avuto pensieri originali ma sono stati convinti che i puntaspilli siano rari e difficili da trovare, con la conseguenza che sono costosi.

In pochissime pagine, Clelia Farris racconta un microcosmo con la colonia, la Nave, il kibbutz e soprattutto Nergal con il suo complesso rapporto con Damkina. Le loro azioni e le loro interazioni con altre persone, soprattutto grazie al commercio di puntaspilli, permettono all’autrice di fornire una serie di dettagli su quel microcosmo.

La trama riesce a offrire continue sorprese, anche per lo stesso Nergal, perché succedono molte cose come conseguenza della scoperta e del commercio di puntaspilli. È un caso in cui l’unico difetto del racconto è che è davvero troppo corto e fa venir voglia di saperne di più su quella colonia, sui suoi abitanti e sulla Nave con i suoi segreti.

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