Vittoria di Paul Di Filippo

Steampunk, conosciuta anche come La trilogia Steampunk, di Paul Di Filippo
Steampunk, conosciuta anche come La trilogia Steampunk, di Paul Di Filippo

Il romanzo breve “Vittoria” (“Victoria”) di Paul Di Filippo è stato pubblicato per la prima volta nel 1991. È stato pubblicato anche all’interno dell’antologia “Steampunk”, conosciuta anche come “La trilogia Steampunk” (The Steampunk Trilogy). In Italia l’antologia è stata pubblicata come “Steampunk” dall’Editrice Nord nel n. 268 di “Cosmo Argento” e nel n. 45 di “Tascabil Fantascienza” nella traduzione di Maria Cristina Pietri e come “La trilogia Steampunk” da Delos Books nel n. 51 di “Odissea Fantascienza” e da Mondadori nel n. 187 di “Urania Collezione” nella traduzione di Salvatore Proietti.

Cosmo Cowperthwait ha condotto vari esperimenti sui tritoni finendo per ottenerne uno dall’aspetto umano che ha una curiosa somiglianza con la regina Vittoria. È il motivo per cui il Primo Ministro britannico William Lamb gli chiede aiuto: la regina è scomparsa, nessuno riesce a trovarla e il tritone è l’unica sosia disponibile. Lo scienziato accetta di aiutare la sua patria ma la finta regina ha un appetito sessuale insaziabile e ciò rappresenta un notevole problema.

In questo romanzo breve Paul Di Filippo immagina che biotecnologie fossero già state sviluppate nel XIX secolo con la conseguenza che lo scienziato Cosmo Cowperthwait è stato in grado di creare un tritone dall’aspetto umano. Quest’anacronismo è per l’autore una scusa per avere una sosia davvero unica per la regina Vittoria, sparita senza lasciare alcuna traccia alla vigilia della sua incoronazione.

Lo scandalo che deriverebbe dalla rivelazione di quell’evento costituirebbe un duro colpo per la monarchia e allora ecco che il Primo Ministro ricorre all’inganno per nasconderlo. Si tratta però di un rimedio temporaneo mentre conduce in segreto le ricerche della regina e deve gestire la sosia, con il suo appetito sessuale.

Coinvolto suo malgrado nel mistero attorno alla scomparsa della regina Vittoria, Cosmo Cowperthwait e il suo assistente Nails McGroaty compiono le loro ricerche nei bassifondi di Londra in una storia che fin dall’inizio mostra il suo forte intento satirico con una visione tutt’altro che romantica di quell’epoca.

Tra le caratteristiche considerate tipiche dell’età vittoriana c’è un atteggiamento nei confronti della sessualità di totale repressione e allora ecco che “Vittoria” include una sosia della regina con un enorme appetito sessuale e visite ai bordelli più malfamati di Londra fino a un finale totalmente iconoclasta.

Quello è il tema centrale di “Vittoria” ma Paul Di Filippo usa la storia per creare una satira spietata della società dell’epoca mettendone in ridicolo anche altri elementi. Secondo me l’autore è riuscito a creare un buon equilibrio tra personaggi sopra le righe ma non troppo che sono coinvolti in eventi che risultano buffi in una trama che mantiene un buon ritmo con vari colpi di scena.

Alla fine, “Vittoria” può essere considerato soprattutto un romanzo breve umoristico in cui Paul Di Filippo ha usato l’elemento steampunk per costruire la sua satira. Etichette a parte, è un’opera brillante per il modo in cui fa divertire il lettore.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *