Peacemaker di James Swallow

Peacemaker di James Swallow
Peacemaker di James Swallow

Il romanzo “Peacemaker” di James Swallow è stato pubblicato per la prima volta nel 2007. È inedito in Italia.

Due tizi a cavallo raggiungono una normale fattoria del Far West e pretendono che il proprietario dica loro dove possono trovare un misterioso guaritore. Quando l’uomo rifiuta di aiutarli e cerca di mandarli via lo uccidono usando armi a energia e riprendono la loro ricerca.

Martha Jones vorrebbe vedere un film western ma il Decimo Dottore la porta nel vero vecchio West, nella cittadina di Redwater. Poco tempo prima parecchi abitanti della zona erano ammalati di vaiolo e hanno rischiato di morire ma un medico di passaggio li ha guariti. Sembra uno dei tanti truffatori che esistevano all’epoca ma la sua medicina ha funzionato, solo che le persone guarite fanno strani sogni.

“Peacemaker” fa parte di una collana di romanzi connessi alla nuova serie di “Doctor Who”. Essi sono orientati ad un ampio pubblico essendo abbastanza lineari da essere apprezzati anche da lettori molto giovani ma abbastanza sofisticati da poter interessare anche lettori più maturi.

L’ambientazione western è una rarità in “Doctor Who” ma il tipo di trama è uno dei classici, con una presenza aliena sulla Terra che diventa una minaccia. Il Dottore ci scherza pure sopra parlando di una piccola comunità con nativi poco amichevoli e strani eventi. Certi elementi della trama sono tanto comuni da essere presenti anche in un altro dei romanzi con il Decimo Dottore e Martha Jones, anche se per fortuna stavolta vengono sviluppati con varie differenze e secondo me in modo migliore.

Per creare l’ambientazione, James Swallow usa vari cliché del genere western perché i romanzi di questa serie hanno una lunghezza limitata perciò è impossibile sviluppare tutto approfonditamente ma almeno alcuni dei personaggi creati per “Peacemaker” hanno una loro personalità definita e c’è un elemento di fantascienza con la presenza di alieni.

Al centro del mistero c’è quello che potrebbe sembrare il classico imbroglione che vende finte cure miracolose nel vecchio West ma in questo caso la sua medicina ha funzionato perché molte persone sono state guarite dal vaiolo in un’epoca in cui non c’era alcuna cura per quella malattia. Questo guaritore viene cercato da due alieni che hanno l’aspetto di esseri umani e quando il Dottore arriva nella zona e scopre cosa sta succedendo comincia a indagare.

Alcune caratteristiche di “Peacemaker” lo rendono secondo me superiore alla media dei romanzi di questa serie. Si tratta di opere che devono rispettare certi limiti di lunghezza ma a volte ciò sembra una scusa per gli autori per scrivere storie piatte e superficiali mentre in questo caso James Swallow riesce a sfruttare i cliché del vecchio West per costruire una buona storia in cui ha inserito tanti dettagli che possono far piacere ai fan di “Doctor Who”. Ciò include riferimenti ad altre avventure televisive e letterarie, che mi sono sembrate più numerose della media di questi libri.

Riprodurre bene la caratterizzazione del Dottore e dei suoi compagni è importante perché per il lettore riuscire a sentire le loro voci nella propria mente durante la lettura è parte del divertimento. Nel caso di “Peacemaker” ciò è ancor più importante perché c’è un elemento della trama legato alla personalità del Dottore.

Gli alieni sono piuttosto inquietanti e le informazioni che James Swallow fornisce sul Clade, la loro civiltà, accentua quella sensazione. Le loro azioni dimostrano che costituiscono una minaccia credibile e fanno emergere il lato oscuro del Dottore. La conseguenza è che in un romanzo che inizialmente alterna momenti drammatici ad altri leggeri tende sempre di più al dramma accentuando il senso di tensione nella parte finale.

Con una buona attenzione ai dettagli, James Swallow è riuscito a creare in un romanzo breve una trama robusta e un buon equilibrio tra i vari elementi narrativi. Per questi motivi il risultato è decisamente buono e consiglio di leggere “Peacemaker” a chiunque sia interessato ai romanzi di “Doctor Who”.

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