Il Colobops noviportensis era un vertebrato che visse 200 milioni di anni fa piccolo ma con un potente morso

Fasi della ricostruzione del cranio di Colobops noviportensis (Immagine Yale University)
Fasi della ricostruzione del cranio di Colobops noviportensis (Immagine Yale University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive l’identificazione di un diapside, parte di un grande gruppo di vertebrati, risalente al periodo Triassico, a circa 200 milioni di anni fa scoperto nell’odierno Connecticut, negli USA. Il team di ricercatori che ne ha studiato i resti fossili e l’ha chiamato Colobops noviportensis ha concluso che aveva un morso molto potente, anche confrontandolo con i rettili odierni, mostrando un’evoluzione precoce del sistema anatomico di alimentazione.

I diapsidi (Diapsida) costituiscono un gruppo molto ampio visto che include gruppi di vertebrati che vanno dai dinosauri, e quindi anche gli uccelli, ai coccodrilli, dalle lucertole ai serpenti e altri ancora. Dopo la devastante estinzione che segnò la fine del periodo Permiano e l’inizio del Triassico, questi animali furono tra i sopravvissuti che prosperarono.

La diversificazione dei diapsidi portò a lungo termine all’evoluzione di grandi gruppi di animali e molti di essi esistono ancora. I dubbi riguardano soprattutto l’evoluzione dei diapsidi di piccola taglia e in particolare delle caratteristiche fisiche del loro sistema di alimentazione.

La storia dei resti fossili oggetto di questa ricerca che ha fornito nuove informazioni sui diapsidi è cominciata nel 1965 con la scoperta di un cranio incompleto davvero piccolo, con una lunghezza di circa 2,5 centimetri. Dopo molti anni trascorsi nella collezione dello Yale Peabody Museum of Natural History solo negli anni ’90 venne studiato e identificato come un cugino di un rettile moderno chiamato tuatara. Solo recentemente però è stato sottoposto a studi approfonditi.

Le tecnologie moderne hanno già permesso di condurre analisi impensabili nel passato di vari fossili. In questo caso, i ricercatori hanno sottoposto il cranio fossile a una TAC che ha permesso di ottenere notevoli dettagli delle sue caratteristiche e una sua ricostruzione tridimensionale che ha permesso di esaminarlo in modo virtuale.

Tutto ciò ha permesso di capire i dettagli anatomici del diapside che nel frattempo è stato chiamato Colobops noviportensis. In particolare, i ricercatori hanno potuto studiare le sue mascelle, che avevano muscoli molto sviluppati per un animale così piccolo. Il confronto con i rettili moderni indica che il suo morso era molto potente e che certe caratteristiche anatomiche si erano evolute già 200 milioni di anni fa.

Le mascelle del Colobops noviportensis suggeriscono che si nutrisse di altri animali dotati di qualche tipo di corazza. Questo diapside si era evoluto in maniera piuttosto estrema rispetto ad altri animali che non erano in grado di cacciare quelle prede. Ciò significa che piccoli vertebrati del Triassico già mostravano adattamenti molto pronunciati al loro ambiente.

Concetto artistico del Colobops noviportensis (Immagine cortesia Michael Hanson / Yale)
Concetto artistico del Colobops noviportensis (Immagine cortesia Michael Hanson / Yale)

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