Le piante hanno colonizzato la terraferma cento milioni di anni prima di quanto si pensasse

Fossile di Rhynia gwynne-vaughanii di 400 milioni di anni fa (Immagine cortesia Museo di Storia Naturale, Londra)
Fossile di Rhynia gwynne-vaughanii di 400 milioni di anni fa (Immagine cortesia Museo di Storia Naturale, Londra)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive una ricerca sulla scala temporale della colonizzazione della terraferma da parte delle piante. Un team di ricercatori guidato dall’Università britannica di Bristol ha usato la metodologia dell’orologio molecolare per confrontare le differenze genetiche tra le varie specie anche in mancanza di fossili completi. La conclusione è che le piante hanno cominciato a colonizzare la terraferma circa 100 milioni di anni prima di quanto si pensasse basandosi sui fossili più antichi, che risalgono a circa 420 milioni di anni fa.

Le parentele tra le piante primitive sono incerte, tanto che ci sono ben sette diverse ipotesi riguardo alla possibile genealogia con diverse parentele tra vari gruppi. I membri del team dell’Università di Bristol hanno fatto parte anche di un altro team che ha cercato di ricostruire la genealogia più probabile pubblicando i risultati in un altro articolo apparso sulla rivista “Current Biology”.

Il problema in questo tipo di lavoro è dovuto alla scarsità di fossili, molto comune nel campo della paleontologia, soprattutto quando la ricerca riguarda organismi vissuti nel periodo Cambriano e nell’Ordoviciano. Nel caso della colonizzazione della terraferma da parte delle piante, i fossili più antichi risalgono a circa 420 milioni di anni fa ma secondo i ricercatori guidati da Bristol non costituiscono una guida affidabile per la ricostruzione di quell’evento.

Mark Puttick, uno degli autori della ricerca, ha spiegato che il suo team ha usato un approccio basato sull’orologio molecolare. Le differenze genetiche nelle piante odierne sono state usate per stimare i tempi trascorsi dalla separazione tra di esse e ricostruire le età delle loro antenate comuni usando i fossili come punti di riferimento.

I due leader della ricerca Philip Donoghue e Harald Schneider hanno spiegato che per valutare le incognite legate ai dubbi sulle parentele tra i vari gruppi di piante, i ricercatori hanno effettuato diverse ricostruzioni basate sulle varie parentele ipotizzate. Il risultato è che non ci sono state differenze significative nei tempi stimati per l’origine delle piante sulla terraferma.

La dottoressa Jennifer Morris, anche lei tra gli autori della ricerca, ha spiegato l’importanza della diffusione delle piante sulla terraferma facendo notare i cambiamenti che hanno causato nell’atmosfera oltre a quelli sulla terra. Sapere quando le piante hanno occupato la terraferma vuol dire capire molto meglio l’evoluzione dell’atmosfera terrestre.

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