Philip J. Farmer nacque 100 anni fa

Philip J. Farmer nel 2002
Philip J. Farmer nel 2002

Philip José Farmer (foto ©Zacharias L.A. Nuninga) nacque il 26 gennaio 1918 a Terre Haute, nell’Indiana, negli USA.

La famiglia di Philip J. Farmer era molto puritana con la conseguenza che la sua educazione fu rigida e da giovane trovò il suo unico sfogo nella lettura di romanzi avventurosi e fantastici, classici e moderni. La sua educazione ebbe qualche interruzione per problemi economici e solo nel 1950 si laureò in inglese alla Bradley University.

Nel frattempo, Philip J. Farmer si era già sposato, nel 1941, e la coppia aveva avuto due figli: Philip Laird nel 1942 e Kristen nel 1945. Nel 1946 riuscì a pubblicare il suo primo racconto ma anche la fase iniziale della sua carriera di scrittore ebbe vari problemi perché comunque doveva guadagnarsi da vivere per lui e la sua famiglia.

Nel 1952, Philip J. Farmer rivelò tutta la sua carica iconoclasta nel racconto “Un amore a Siddo”, conosciuto anche come “Gli amanti di Siddo” (“The Lovers”), rifiutato da varie riviste per poi essere pubblicato su “Startling Stories”. I temi sessuali erano stati uno dei maggiori tabù nel campo della fantascienza perciò il suo racconto fu una vera bomba per l’epoca.

Ulteriori problemi arrivarono con il romanzo “I owe for the Flesh” del 1954, che vinse un premio letterario ma Philip J. Farmer non ricevette mai i 4.000 dollari dovutigli a causa del fallimento dell’editore. L’autore fu costretto a interrompere l’attività di scrittore e trovare un lavoro per mantenere la famiglia.

Negli anni successivi, Philip J. Farmer riuscì a riprendere l’attività di scrittore a tempo pieno pubblicando romanzi come “The Green Odyssey” e “Il figlio del sole” (“Flesh”), un’altra storia in cui il tema sessuale è importante e contiene anche il tema religioso, anch’esso importante in parecchie storie dell’autore.

Nel 1965, Philip J. Farmer pubblicò uno dei suoi romanzi più importanti, “Il fabbricante di universi” (“The Maker of Universes”), il primo di uno dei cicli per cui lo scrittore è diventato più conosciuto che ebbe vari seguiti negli anni successivi.

Temi legati al sesso in storie stavolta più di stampo horror soprannaturale sono contenuti nella trilogia Exorcism, formata dai romanzi “L’immagine della bestia” (“The Image of the Beast”) del 1968, “Nelle rovine della mente” (“Blown”) del 1969 e “Primo contatto” (“Traitor to the Living”) del 1973.

Quei temi apparvero anche in altri romanzi di Philip J. Farmer legati a eroi pulp che all’epoca erano già classici come Tarzan e Doc Savage. Ce ne sono parecchi in cui quei personaggi sono presenti in maniera più o meno esplicita, da “Festa di morte” (“A Feast Unknown”) del 1969 a “Lord Tyger” del 1970 per espandersi ad altri personaggi come in “Il diario segreto di Phileas Fogg” (“The Other Log of Phileas Fogg”) del 1973.

Nel frattempo, Philip J. Farmer aveva revisionato “I owe for the Flesh” e finalmente nel 1971 riuscì a pubblicarlo come “Il fiume della vita” (“To Your Scattered Bodies Go”), che vinse il premio Hugo. Negli anni successivi l’autore scrisse vari seguiti per un totale di cinque romanzi e vari racconti. In questo ciclo molti protagonisti non sono eroi pulp bensì personaggi storici.

Tra gli altri romanzi scritti da Philip J. Farmer ci fu “Venere sulla conchiglia” (“Venus on the Half-Shell”), pubblicato nel 1974 con lo pseudonimo Kilgore Trout, uno scrittore immaginario creato da Kurt Vonnegut. Farmer intendeva scrivere altri romanzi con quello pseudonimo ma Vonnegut non fu felice della confusione indotta in parte dei lettori e il progetto venne abbandonato.

Negli anni ’80 e ’90 Philip J. Farmer continuò vari cicli e iniziò quello di Dayworld, composto dai romanzi “Il sistema ‘Dayworld'” (“Dayworld”) del 1985, “Il ribelle di Dayworld” (“Dayworld Rebel”) del 1987 e “La caduta di Dayworld” (“Dayworld Breakup”) del 1990.

Nell’ultima fase della carriera, Philip J. Farmer aveva perso molta della sua carica innovativa e iconoclasta ma a quel punto certi tabù erano stati eliminati dal mondo della fantascienza e parte del merito è sua. L’autore morì il 25 febbraio del 2009 lasciando un’importante eredità e non solo nel campo della fantascienza e del fantasy.



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