Il piccolo popolo di H. Beam Piper

Il piccolo popolo di H. Beam Piper
Il piccolo popolo di H. Beam Piper

Il romanzo “Il piccolo popolo” (“Little Fuzzy”) di H. Beam Piper è stato pubblicato per la prima nel 1962. È il primo libro della serie Fuzzy. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 298 di “Urania” e nel n. 19 di “Oscar Ragazzi” nella traduzione di Bianca Russo. La versione originale è liberamente scaricabile dal sito del Progetto Gutenberg.

Jack Holloway è un cercatore di pietre-luce sul pianeta Zaratustra per conto della Società Zaratustra. Nel corso del suo lavoro si imbatte in piccole creature che chiama Tuttopelo e si rende presto conto che mostrano segni di intelligenza, un evento che può cambiare notevolmente lo status del pianeta.

La Società Zaratustra ha una concessione sul pianeta basata sul fatto che non sia abitato da creature ragionevoli, se il livello di intelligenza dei Tuttopelo venisse accertato perderebbe parte del controllo sulle risorse planetarie. La decisione diventa oggetto di un’aspra battaglia legale sotto forma di un processo per omicidio.

“Il piccolo popolo” è ambientato in un futuro in cui gli esseri umani si sono espansi nello spazio colonizzando vari pianeti. Alcuni di essi vengono sfruttati per le loro risorse, nel caso di Zaratustra soprattutto le preziosissime pietre-luce. Si tratta di un luogo di frontiera che per molti versi ricorda il vecchio west terrestre.

H. Beam Piper ambientò buona parte delle sue opere nello stesso universo narrativo costruendo una sua storia futura. Il calendario di quel futuro misura gli anni dell’Era Atomica partendo dal 1942, l’anno in cui venne costruito il primo reattore a fissione, del vecchio calendario. “Il piccolo popolo” è ambientato nel 654 dell’Era Atomica.

In questo futuro c’è una grossa società che potremmo definire multiplanetaria, la Società Zaratustra, che ottiene enormi ricavi su un pianeta grazie a una concessione basata sul fatto che non vi siano creature ragionevoli. H. Beam Piper preferisce usare questo termine (in inglese “sapient”) piuttosto che senziente e questa scelta è parte della discussione sulle capacità mentali dei Tuttopelo.

La scoperta di quella specie nativa può cambiare notevolmente la situazione sul pianeta e in particolare quanto la Società Zaratustra può sfruttarne le risorse. “Il piccolo popolo” viene considerato un romanzo per ragazzi ma soprattutto nella seconda parte le discussioni riguardanti le definizioni di creatura ragionevole e se i Tuttopelo lo siano lo rende interessante anche per i lettori adulti.

All’epoca “Il piccolo popolo” venne nominato per il premio Hugo come miglior romanzo dell’anno perciò evidentemente venne considerato abbastanza sofisticato da concorrere al premio. Alcune caratteristiche lo fanno rientrare tra i “juvenile”, a cominciare dalla presenza dei Tuttopelo, esseri molto carini e simpatici.

La trama è molto semplice e lineare, pur con qualche colpo di scena per un romanzo che è breve per gli standard odierni. H. Beam Piper lavorò in un’epoca in cui gli scrittori di fantascienza pubblicavano le loro opere soprattutto sulle riviste del settore con i relativi limiti di lunghezza e anche “Il piccolo popolo” è un prodotto dell’epoca.

Oggi “Il piccolo popolo” può sembrare per certi versi ingenuo perché c’è una grossa azienda che ha enormi interessi economici su un pianeta che possono essere fortemente limitati in breve tempo dalla decisione di un giudice. Da questo punto di vista, la differenza non solo rispetto alle distopie che ultimamente vanno molto di moda ma anche rispetto alla realtà è davvero enorme.

I personaggi sono funzionali alla trama e poco sviluppati, con il ricorso a vari stereotipi anche qui ispirati dalle storie del vecchio west terrestre. Il romanzo rimane interessante per le discussioni riguardanti le capacità mentali dei Tuttopelo e su quali caratteristiche rendano una specie ragionevole.

Tutta quella parte è fondata su basi psicologiche che riguardano le capacità di comunicazione, di risolvere problemi e di interazione. Nei decenni successivi ci sono stati tanti sviluppi non solo nel campo della psicologia ma anche delle neuroscienze e i tentativi di creare intelligenze artificiali hanno portato a nuove idee su cosa significhi essere una creatura ragionevole o senziente. Tuttavia, credo che da questo punto di vista “Il piccolo popolo” sia ancora valido.

È proprio per questo motivo che secondo me può valere ancora la pena di leggere “Il piccolo popolo”. Il romanzo ha una sua fine perciò può essere letto per poi decidere se cercare i seguiti ed è indipendente dalle altre opere che fanno parte della storia futura scritta da H. Beam Piper.

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