Il Razanandrongobe sakalavae era un predatore del Giurassico simile a un coccodrillo gigante

I paleontologi Cristiano Dal Sasso e Simone Maganuco con le ossa di Razanandrongobe sakalavae (Foto cortesia Giovanni Bindellini)
I paleontologi Cristiano Dal Sasso e Simone Maganuco con le ossa di Razanandrongobe sakalavae (Foto cortesia Giovanni Bindellini)

Un articolo pubblicato sulla rivista “PeerJ” descrive lo studio di fossili con un’età stimata tra 167 e 164 milioni di anni, quindi risalenti al medio Giurassico, di Razanandrongobe sakalavae. Si tratta del più antico scoperto tra quelli apparteneneti al gruppo dei notosuchi, che visse fino al periodo Cretaceo. Un team guidato dal dottor Cristiano Dal Sasso del Museo di Storia Naturale di Milano ha studiato il teschio di questo rettile scoprendo la potenza delle sue mascelle e denti paragonabili a quelli del T.rex.

Le prime ossa di Razanandrongobe sakalavae vennero scoperte nel 2006 nell’odierno Madagascar dai paleontologi Simone Maganuco, Cristiano Dal Sasso e Giovanni Pasini. Erano troppo poche per classificare con precisione quell’animale e i ricercatori stabilirono solo che apparteneva al gruppo degli arcosauri.

Alcuni anni dopo sono state trovate altre ossa attribuite al Razanandrongobe sakalavae che mostravano caratteristiche tipiche dei coccodrilli. Ulteriori analisi hanno convinto i ricercatori che l’animale apparteneva al gruppo dei notosuchi (Notosuchia) e alla famiglia dei sebecosuchi (Sebecosuchia).

I notosuchi costituivano un ampio gruppo di rettili crocodilomorfi (Crocodylomorpha) che include i coccodrilli e una serie di loro parenti estinti. Le nostre conoscenze riguardo alla loro origine ed evoluzione sono assai limitate perciò si tratta di un caso in cui la scoperto di qualche altro frammento d’osso può fornire nuove informazioni e chiarire dubbi come quelli su parentele con altri rettili.

Lo studio del Razanandrongobe sakalavae è tanto più importante perché si tratta del più antico notosuco scoperto finora. Dalle dimensioni delle ossa scoperte sembra anche il più grande con una lunghezza stimata in 5-6 metri. L’età di questa specie suggerisce che questi rettili abbiano avuto origine nell’area sud-orientale dell’antico continente chiamato Gondwana.

A differenza dei coccodrilli odierni, gli antichi notosuchi non strisciavano ma camminavano eretti sulle zampe. Tuttavia, le caratteristiche più interessante si sono rivelate nelle similitudini delle mascelle e in particolare dei denti del Razanandrongobe sakalavae con quelli del T.rex. Allo stesso tempo, quest’animale aveva alcune caratteristiche tipiche di specie onnivore che suggeriscono che potesse cacciare altri animali ma anche nutrirsi di piante.

Questa nuova ricerca sul Razanandrongobe sakalavae ha offerto nuove informazioni che aiuteranno i paleontologi a capire meglio l’origine e l’evoluzione dei notosuchi. È uno dei casi in cui c’era un notevole buco nelle conoscenze riguardanti un gruppo di organismi che è stato parzialmente riempito grazie al ritrovamento di qualche osso.

Ricostruzione di Razanandrongobe sakalavae (Immagine cortesia Fabio Manucci)
Ricostruzione di Razanandrongobe sakalavae (Immagine cortesia Fabio Manucci)

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