Ambrose di Fabio Carta

Ambrose di Fabio Carta
Ambrose di Fabio Carta

Il romanzo “Ambrose” di Fabio Carta è stato pubblicato per la prima volta nel 2017 da Scatole Parlanti.

Controllore Ausiliario 209, o semplicemente CA, è uno spazionoide discendente degli umani che hanno colonizzato parte del sistema solare. Voleva partecipare alla missione Nexus per contribuire a nuovi progressi per l’umanità all’insegna della pace ma qualcosa è andato male e per non essere ucciso dalle metastasi che si sono sviluppate nel suo corpo deve vivere in una speciale tuta robotica. Come se non bastasse, a volte il suo corpo viene preso in prestito e usato da altre persone per combattere.

Al posto di un futuro di pace, CA finisce per essere coinvolto nella guerra mondiale che alla fine è scoppiata sulla Terra. Armi atomiche hanno già devastato il pianeta con la prospettiva di miliardi di morti. CA mantiene contatti virtuali con persone sulla Terra e nello spazio ma tra copie virtuali, avatar e chi più ne ha più ne metta diventa difficile separare realtà da illusione. Quando Ambrose si manifesta, CA pensa che si tratti di un frammento virtuale della sua mente ma è possibile che sia qualcos’altro?

Fabio Carta è già conosciuto nel campo della fantascienza per il suo ciclo di “Arma infero” con il quale “Ambrose” ha alcune connessioni che suggeriscono che sono tutti ambientati nello stesso universo narrativo. Tuttavia, “Ambrose” è ambientato nel sistema solare in un futuro non troppo lontano mentre il ciclo di “Arma infero” è ambientato sul pianeta Muareb fra una quantità indeterminata di millenni.

Anche lo stile è diverso: chi ha letto “Arma infero” sa che l’ambientazione è di ispirazione medievaleggiante e Fabio Carta racconta la storia con un linguaggio di quell’epoca mentre in “Ambrose” il linguaggio è moderno, anche se l’autore ha una tendenza al forbito. La sostanza è che “Ambrose” può essere letto come opera autonoma che ha non solo una sua storia ma anche un suo stile specifico.

Ciò che invece accomuna la trame di questi romanzi così diversi è la guerra atomica, che in “Ambrose” ha già devastato la Terra. La situazione mondiale è una proiezione della situazione attuale con la jihad islamica che non opera più nelle nazioni occidentali o comunque non alleate con atti di terrorismo ma alla fine ha ottenuto il suo arsenale nucleare e l’ha utilizzato in una guerra mondiale aperta.

In questo scenario apocalittico, CA è in qualche modo isolato perché deve rimanere rinchiuso nella sua tuta speciale. Le sue comunicazioni virtuali lo pongono ai confini tra realtà e allucinazione nei contatti con altre persone reali ma anche con costrutti virtuali e nel rapporto che si crea con Ambrose, che secondo CA è la manifestazione di una parte della sua mente ma non può esserne sicuro.

Anche da questo punto di vista, Fabio Carta proietta la situazione attuale portando i contatti virtuali a livelli estremi, tanto che la distinzione tra persone vere e costrutti artificiali è difficile da definire. La confusione della madre di CA nei contatti con il figlio o con la sua copia digitale ne è l’esempio perfetto.

La conseguenza per CA è un’alienazione che va a peggiorare la sua situazione, già difficile a causa delle varie metastasi. Per fortuna non tutto il romanzo è caratterizzato da toni cupi e allucinati perché ci sono momenti di umorismo con punte di ironia e in generale cambi di tono tra un capitolo e l’altro a seconda di chi sia l’interlocutore di CA.

Il risultato è che un romanzo che poteva essere davvero deprimente riesce invece a mostrare attaccamento alla vita con momenti in cui Fabio Carta offre immagini forti che contrastano con il tono apocalittico di fondo. In sostanza c’è una tristezza e una malinconia di base che segue la devastazione della Terra ma c’è anche una speranza per un futuro in cui le stelle attendono gli esseri umani.

“Ambrose” è un romanzo relativamente breve ma complesso nelle tante sfaccettature delle esperienze di CA. Questa ricchezza si unisce a quella delle percezioni e delle emozioni di CA creando una storia sofisticata tra introspezione e prospettiva cosmica. È per questi motivi che lo ritengo un romanzo da leggere e magari anche da rileggere per cogliere meglio tante sfumature.

2 Comments


  1. Fabio è capace di incollarti alle pagine come pochissimi sanno fare.
    Anche se il linguaggio è ricercatissimo, e ci vuole un po’ per abituarsi, la lettura è scorrevole, mai noiosa, e “visiva”. Nel senso che mentre leggi, vedi le immagini descritte come se fossi lì, assieme al protagonista.

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