Scoperti i Klosneuvirus, un nuovo gruppo di virus giganti

Klosneuvirus visto al microscopio elettronico (Immagine cortesia Schulz et al.)
Klosneuvirus visto al microscopio elettronico (Immagine cortesia Schulz et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive l’identificazione di un nuovo gruppo di virus giganti che sono stati chiamati Klosneuvirus. Un team di ricercatori del Joint Genome Institute del Dipartimento dell’energia statunitense e dell’Università di Vienna ritengono che essi si siano evoluti da virus di dimensioni normali acquisendo geni dagli organismi ospiti crescendo in maniera anomala per i virus.

I virus giganti vennero scoperti nel 2003 e i primi vennero chiamati Mimivirus. Nel corso degli anni successivi ne vennero scoperti altri davvero giganteschi per gli standard dei virus: i Pandoravirus hanno una dimensione di un micrometro e la specie Pandoravirus salinus ha circa 2.500 geni, davvero tantissimi se si pensa che il virus dell’influenza ha solo 13 geni.

Per tanti versi questi virus giganti sembrano più batteri e queste strane caratteristiche hanno suscitato discussioni sulla loro origine. Le opinioni tra i biologi riguardanti i virus in generale sono già molto diverse, sull’origine dei virus giganti ci sono finora due ipotesi principali: che si tratti degli ultimi sopravvissuti di un tipo di cellule ancestrali estinte o che siano un’evoluzione di virus di dimensioni normali. Secondo gli scopritori dei Klosneuvirus la seconda ipotesi è quella corretta.

I Klosneuvirus sono stati scoperti in un impianto di trattamento delle acque reflue nella città di Klosterneuburg, in Austria. Questi virus giganti hanno circa 700 geni in comune con cellule eucariote appartenenti a phylum diversi e quindi impossibili da ereditare tramite meccanismi comuni. Secondo i ricercatori l’unica spiegazione è che si tratti di geni acquisiti nel corso del tempo da una serie di organismi infettati.

Un’altra conclusione raggiunta dall’analisi dei Klosneuvirus è che appartengono allo stesso gruppo dei Mimivirus. Per questo motivo essi sono stati inseriti nella loro famiglia, chiamata Mimiviridae, in cui nel passato è stata inserita anche un’altra specie di virus gigante chiamata Cafeteria roenbergensis virus dal nome della creatura che usano come ospite.

Il professor Jean-Michel Claverie, tra gli scopritori di Mimivirus, Megavirus e Pandoravirus, è scettico su queste conclusioni. Da anni sostiene che i virus giganti sono gli ultimi sopravvissuti di un tipo di cellule che appartengono a un diverso dominio degli esseri viventi.

Secondo Jean-Michel Claverie l’analisi genetica dei Klosneuvirus ha prodotto genomi “chimerici” mescolando quelli virali con quelli di altri organismi mescolati assieme nei campioni. In sostanza, si tratta di un problema di contaminazione che ha falsato le analisi genetiche, un rischio sempre presente in questi casi e il motivo per cui è necessario prestare grande attenzione durante questo tipo di operazioni.

Una prova accettabile per Jean-Michel Claverie sarebbe costituita da un’analisi condotta su un Klosneuvirus isolato con il suo organismo ospite. A questo punto ulteriori studi sembrano inevitabili per verificare se i risultati di questa ricerca sono corretti e valutare con maggiori certezze la natura dei Klosneuvirus.

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