Fuga da Tschai o Fuga dal pianeta Tschai di Jack Vance

La quadrilogia di Tschai di Jack Vance
La quadrilogia di Tschai di Jack Vance

Il romanzo “Fuga da Tschai”, conosciuto anche come “Fuga dal pianeta Tschai”, (“The Pnume”) di Jack Vance è stato pubblicato per la prima volta nel 1970. È il quarto romanzo della quadrilogia di Tschai e segue “I tesori di Tschai“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 571 di “Urania”, all’interno del n. 1 di “Biblioteca di Urania”, all’interno del n. 16 de “I Massimi della Fantascienza”, nel n. 111 di “Oscar Fantascienza”, nel n. 258 dei “Classici Urania”, all’interno del n. 1 di “Urania Le Grandi Saghe” e all’interno del n. 167 di “Urania Collezione” nella traduzione di Beata Della Frattina. Quest’ultima edizione è disponibile anche in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Adam Reith ha quasi terminato il difficile compito di costruire un’astronave per lasciare il pianeta Tschai e tornare finalmente sulla Terra. Per riuscirci, ha dovuto pagare Aila Woudiver, che gli ha procurato componenti e manodopera, pure sapendo di non potersi fidare di lui e che prima o poi sarebbe arrivato il tradimento.

Anche se prigioniero, Aila Woudiver riesce a contattare i Pnume, una delle specie che abitano il Tschai e nativa del pianeta. I Pnume si dimostrano interessati ad Adam Reith e lo rapiscono, portandolo in una loro città sotterranea. Il terrestre deve nuovamente affrontare vari pericoli per sperare di tornare sulla Terra.

Nell’ultimo romanzo della quadrilogia di Tschai, Adam Reith sembra vicino alla realizzazione del suo piano di fuga dal pianeta quando suscita l’interesse dei Pnume. Questa specie è nativa di Tschai ma vive nel sottosuolo in seguito alle varie invasioni delle altre specie che si dividono il controllo del pianeta.

Nelle città sotterranee dei Pnume vivono anche i loro schiavi umani in una situazione davvero particolare: gli umani che vivono su Tschai hanno varie credenze che nel caso dei Pnumekin, gli schiavi dei Pnume, si aggiungono a un controllo esercitato usando droghe che inibiscono la loro sessualità.

Quando Adam Reith viene rapito per essere esposto in un museo dei Pnume, scopre l’ennesima cultura umana, più strana che mai a causa della combinazione di droghe e isolamento. I Pnumekin sono per certi versi come bambini, anche fisicamente visto che la loro maturità sessuale è inibita, che sanno solo ciò che i loro padroni Pnume insegnano loro, che è davvero poco. Per il terrestre, anche comunicare con Zap 210, una Pnumekin, è difficile proprio perché lei fatica a capire riferimenti estranei alle sue conoscenze limitate.

“Fuga da Tschai” concentra elementi tipici delle opere di Jack Vance, a partire dalla descrizione della cultura di Pnume e Pnumekin, in cui le stranezze vengono spinte fino all’assurdo. Il confronto con altre culture del pianeta nell’ultima tappa del viaggio di Adam Reith mostra più che mai la variabilità delle credenze umane. Fin dal suo arrivo su Tschai, il terrestre è riuscito a cavarsela anche sfruttando certe credenze.

Nel corso dei suoi tentativi di lasciare Tschai, Adam Reith deve correre una serie di rischi e in “Fuga da Tschai” il tema è ancor più esplicito includendo i giochi d’azzardo. In realtà, sul pianeta le possibilità di fare soldi sono state costantemente legate in qualche modo alla fortuna ma in quest’ultimo romanzo questo elemento viene reso più esplicito.

Adam Reith è un eroe tipico della fantascienza classica, in grado di cavarsela in qualsiasi situazione. I veri astronauti sono addestrati per sopravvivere in condizioni difficili, ad esempio se un atterraggio li porta nel luogo sbagliato come una giungla o in un deserto, e tipicamente hanno un background militare ma un pianeta ostile è un ostacolo quasi insormontabile e non a caso Reith è l’unico sopravvissuto della sua spedizione.

L’intera quadrilogia di Tschai ha una lunghezza nella media di un singolo romanzo odierno ma Jack Vance è riuscito a inserirvi tante avventure con tanti dettagli riguardanti le varie specie che vivono su Tschai. È una serie in cui la trama è essenziale e viene usata dall’autore per descrivere le tante culture esistenti sul pianeta con il suo stile ineguagliabile.

“Fuga da Tschai” rappresenta un degno finale per la quadrilogia di Tschai anche se termina in maniera fin troppo frettolosa. È un dettaglio in una serie diventata un classico non solo del sottogenere planetary romance ma della fantascienza in generale che non può mancare nella collezione degli appassionati di questo genere.

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