Il drepanosauro era un rettile che aveva potenti braccia dotate di un grande artiglio

Illustrazione di drepanosauro (Immagine cortesia Victor Leshyk)
Illustrazione di drepanosauro (Immagine cortesia Victor Leshyk)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Current Biology” descrive lo studio di fossili di drepanosauro (Drepanosaurus unguicaudatus), un rettile vissuto nel periodo Triassico, circa 212 milioni di anni fa. Il ritrovamento di fossili completi di quest’animale nel New Mexico ha permesso di effettuare esami approfonditi che hanno confermato che esso aveva braccia molto forti con un enorme artiglio e una conformazione anatomica decisamente fuori dal normale che ha sorpreso i paleontologi.

Il drepanosauro  fa parte di un genere di rettili riconosciuto solo all’inizio degli anni ’90 dopo che ossa del primo esemplare vennero scoperte in Italia nel 1979. Si trattava di uno scheletro in cattive condizioni ma negli anni successivi altri esemplari conservati molto meglio sono stati scoperti non solo in Italia ma anche negli USA. Si stima che gli adulti di questa specie avessero una lunghezza attorno al mezzo metro e probabilmente vivevano sugli alberi nutrendosi di insetti.

Una caratteristica notata nel drepanosauro è la particolare conformazione anatomica delle braccia. Di solito i tetrapodi hanno ulna e radio paralleli mentre in questo rettile l’ulna aveva assunto una forma a mezzaluna distaccata dal radio. Il posto dell’ulna era stato occupato da un osso del polso. Questa conformazione potrebbe aver permesso all’animale di inserire il suo grande artiglio in un nido di insetti con una tecnica simile a quella degli odierni formichieri.

Altre caratteristiche peculiari del drepanosauro erano i piedi capaci di aggrapparsi e una sorta di sperone alla fine della lunga coda. Anch’esse potrebbero essere spiegate se questo rettile attaccava nidi di insetti per cibarsene perché poteva ancorarsi al terreno mentre scavava al loro interno. Si tratterebbe di una specializzazione davvero estrema e la più antica scoperta finora.

Lo studio approfondito di queste caratteristiche peculiari del drepanosauro sono state possibili grazie a esami come la TAC ad altissima risoluzione, sempre più utilizzati anche nel campo della paleontologia. Molti fossili di drepanosauro erano ben preservati tridimensionalmente ma erano molto fragili perciò qualsiasi intervento fisico su di essi sarebbe stato davvero rischioso. Le nuove tecnologie evitano questi problemi.

Le similitudini con moderni mammiferi come i formichieri suggeriscono che già nel Triassico ci fossero tetrapodi con ruoli ecologici specializzati. In sostanza, all’epoca poteva già esistere un ecosistema complesso con tetrapodi in cui si erano evoluti adattamenti di tipi anche estremi.



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