50 anni di Star Trek

William Shatner nel 2005
William Shatner nel 2005

l’8 settembre 1966 debuttò negli USA la serie televisiva “Star Trek”, oggi indicata anche come la serie originale o la serie classica per distinguerla da quelle prodotte nei decenni successivi.

Gene Roddenberry creò la prima bozza per una serie televisiva di fantascienza prendendo idee da varie fonti, non solo all’interno di questo genere ma anche nel genere western, nel quale aveva esperienza come sceneggiatore. La frontiera del vecchio West venne trasformata nella frontiera dello spazio con un’astronave a esplorarla.

Nel 1964, Gene Roddenberry presentò la sua idea alla compagnia di produzione “Desilu Productions”, che ne vide il potenziale. I concetti originali vennero rivisti una prima volta nella produzione dell’episodio pilota “Lo zoo di Talos” (“The Cage”). Il primo tentativo di vendere la serie alla CBS fallì perché l’episodio venne giudicato troppo cerebrale ma i dirigenti del canale rimasero colpiti dal concetto e decisero di commissionare un nuovo episodio pilota, un fatto inusuale.

Nel nuovo episodio pilota, “Oltre la galassia” (“Where No Man Has Gone Before”) l’equipaggio dell’astronave Enterprise venne quasi completamente cambiato. Ne “Lo zoo di Talos” il personaggio di Numero Uno è quello logico mentre in “Oltre la galassia” quella caratteristica diventò specifica di Spock.

A causa di problemi finanziari, “Desilu Productions” fu a un passo dal cancellare il progetto prima ancora che nascesse ma alla fine venne portato avanti e acquistato dalla NBC perciò la produzione della prima stagione potè cominciare. Majel Barrett, che aveva interpretato Numero Uno ne “Lo zoo di Talos”, andò a interpretare l’infermiera Chapel nella serie e diede la voce al computer dell’Enterprise. L’equipaggio venne completato dopo qualche episodio dal medico di bordo definitivo, il dottor McCoy.

Il cast di “Star Trek” è costituito da:

  • William Shatner (foto ©Jerry Avenaim) nel ruolo di James T. Kirk
  • Leonard Nimoy (foto ©Kelly Walker) nel ruolo di Spock
  • DeForest Kelley nel ruolo di Leonard “Bones” McCoy
  • James Doohan nel ruolo di Montgomery “Scotty” Scott
  • Nichelle Nichols nel ruolo di Nyota Uhura
  • George Takei nel ruolo di Hikaru Sulu
  • Majel Barrett nel ruolo di Christine Chapel / voce del computer
  • Walter Koenig nel ruolo di Pavel Chekov (stagioni 2-3)

Spazio: ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell’astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all’esplorazione di strani, nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima.

Con queste parole inizia la sigla di “Star Trek”, ambientata tra il 2266 e il 2269 in un futuro in cui gli esseri umani hanno superato i loro istinti distruttivi e hanno cominciato a perseguire ideali di pace e conoscenza. Raggiunta la maturità come specie, gli umani lavorano a contatto con specie alieni con le quali hanno formato la “Federazione Unita dei Pianeti”.

Nonostante questo concetto utopico, l’equipaggio della nave stellare USS Enterprise (NCC-1701) può trovarsi in pericolo nel corso della sua missione perché nello spazio ci sono varie minacce. La produzione di “Star Trek” era stata resa possibile riducendo i momenti cerebrali perciò gli episodi contenevano azione e avventura con scazzottate e, compatibilmente con il budget, battaglie spaziali. Tuttavia, dietro questi elementi ce ne sono altri che alla fine hanno creato il mito di questa saga.

In anni in cui c’erano temi troppo scottanti perché se ne parlasse apertamente in televisione, in “Star Trek” il trucco di ambientare storie su altri pianeti permetteva di aggirare quei divieti. Fu così che ad esempio nella serie si parlò di guerra e di razzismo con momenti storici come il celebre bacio tra Kirk e Uhura.

Nella plancia dell’Enterprise c’era una diversità inedita con un primo ufficiale alieno, una donna e per di più di colore, un giapponese e nella seconda stagione venne inserito anche un russo, un’altra scelta coraggiosa in piena guerra fredda. I grandi protagonisti erano però Kirk, Spock e McCoy, che formavano un terzetto unico grazie alla perfetta combinazione delle loro personalità.

Gene Roddenberry ebbe dei problemi a convincere i dirigenti della NBC ad accettare Spock, il cui aspetto per qualcuno ricordava addirittura il diavolo. Tuttavia, la sua popolarità divenne enorme per lo sviluppo del suo conflitto tra il suo lato vulcaniano e quello umano che progressivamente aggiunse sfumature al personaggio.

La prima stagione di “Star Trek” non ebbe una grande audience ma venne rinnovata. L’audience continuò a calare nella seconda stagione e fu necessaria una campagna di lettere inviate alla NBC dai fan per ottenere la produzione della terza stagione. La serie però venne spostata al venerdi sera e Gene Roddenberry lasciò la produzione per la frustrazione.

“Star Trek” venne cancellata alla fine della terza stagione ma la serie cominciò a essere trasmessa in syndication su vari canali americani guadagnando nuovi fan. Questo successo, pur tardivo, portò all’organizzazione di un fandom organizzato e di convention. Oltre alle repliche degli episodi e alle attività del fandom, inizialmente c’erano solo fumetti ad aiutare a far crescere il movimento ma dopo qualche anno le cose cominciarono a cambiare.

All’inizio degli anni ’70 cominciarono a essere prodotte anche action figure e nel 1973 venne prodotta una serie animata. Con il crescente interesse verso la saga, Gene Roddenberry pianificò una nuova serie ma alla fine il ritorno di “Star Trek” avvenne nel 1979 al cinema con il primo di una serie di film. Il ritorno in televisione fu solo questione di tempo e nel 1987 la saga tornò con la serie “Star Trek: The Next Generation“, che portò un rinnovamento in quell’universo narrativo.

Leonard Nimoy nel 2010
Leonard Nimoy nel 2010

A 50 anni di distanza, quella ricerca di un’utopia sembra più attuale che mai. La serie originale di “Star Trek” ci ricorda che se vogliamo sperare di arrivarci dobbiamo avere il coraggio di andare là dove nessuno è mai giunto prima.

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