La stella dei giganti di James P. Hogan

La stella dei giganti di James P. Hogan
La stella dei giganti di James P. Hogan

Il romanzo “La stella dei giganti” (“Giants’ Star”) di James P. Hogan è stato pubblicato per la prima volta nel 1981. È il terzo libro del ciclo dei Giganti e segue “Chi c’era prima di noi“. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 931 di “Urania” e all’interno del n. 74 di “Millemondi” “Le stelle dei giganti” nella traduzione di Beata Della Frattina. Quest’ultima edizione è disponibile anche in formato Kindle su Amazon Italia e Amazon UK e in formato ePub su IBS.

Dopo la partenza dell’astronave Shapieron una serie di segnali viene inviata verso quella che è stata chiamata la Stella dei Giganti senza molte aspettative. Hanno solo una speranza che i ganimediani, o ganiani, si siano trasferiti in quel sistema e ci vorranno molti anni prima che i segnali elettromagnetici lo raggiungano.

A sorpresa, una risposta arriva solo poche ore dopo e sembra proprio arrivare da una fonte ganiana. La civiltà ganiana ha il suo centro su un pianeta chiamato Thurien ma un qualche sistema di sorveglianza è rimasto nel sistema solare e ha intercettato segnali in un codice comprensibile. I nuovi contatti aprono le porte a nuove risposte a i misteri della preistoria umana ma alcune di esse risultano sempre più inquietanti.

“La stella dei giganti” riprende la storia dov’era terminata quella di “Chi c’era prima di noi”. Nella parte iniziale del terzo romanzo ci sono molti riferimenti ai primi due che riassumono gli eventi precedenti ma è molto meglio leggerli tutti per capire bene la storia e apprezzare la ricerca sulla storia dei Lunariani e dei ganiani.

La serie dei Giganti è cominciata come una storia di fantascienza archeologica, tanto da diventare un classico di questo sottogenere, ma i romanzi successivi hanno progressivamente spostato l’attenzione sul presente e sui contatti con gli alieni. Dopo gli antichi ganiani dispersi nello spazio e nel tempo è la volta dei Thurieni, la civiltà che si è sviluppata dopo l’abbandono del pianeta Minerva.

Il contatto tra terrestri e Thurieni segna l’inizio di una fase della serie dei Giganti molto diversa. Ci sono ancora alcuni riferimenti alla preistoria dell’umanità ma c’è soprattutto lo scopo di definire alcune conseguenze esistenti in quello che ormai è un futuro prossimo.

I cambiamenti all’interno della serie rispecchiano almeno in parte quelli personali di James P. Hogan. L’autore era un ingegnere e all’inizio della serie si vede la sua formazione tecnico-scientifica in un primo romanzo basato su solidi elementi scientifici e su ragionamenti razionali. A un certo punto della sua vita, Hogan cominciò ad abbracciare teorie pseudoscientifiche e complottismi e ciò si vede già ne “La stella dei giganti”.

Il risultato è che questo romanzo si sviluppa basandosi su quello che diventa un intrigo interstellare con forti conseguenze anche sulla Terra. I protagonisti non devono più cercare di ricostruire la storia dell’umanità analizzando reperti trovati in giro per il sistema solare ma devono cercare di risolvere misteri di tutt’altro tipo con il futuro dell’umanità in ballo. Per questo motivo, “La stella dei giganti” tende ad avere un ritmo più rapido rispetto ai romanzi precedenti con molta più azione.

“La stella dei giganti” mostra comunque vari elementi tipici di James P. Hogan. L’autore era considerato quasi un anarchico per la visione antiautoritaria espressa in varie storie, compreso questo romanzo, dove il pericolo viene causato da leader che usano gli scienziati solo per fini negativi. In tutti tre i romanzi il progresso scientifico viene visto in maniera positiva e va di pari passo con l’affermarsi di tendenze al pacifismo che aiutano a risolvere i problemi del mondo.

Considerando i cambiamenti personali di James P. Hogan, è perfino curioso vedere come appoggi fortemente le scienze e mostri negativamente tutto ciò che sia anti-scientifico, compresa la religione. C’è di positivo che ne “La stella dei giganti” il fattore complottista è una parte della trama perciò potete apprezzarlo dal punto di vista letterario anche se non date retta a storie di quel tipo quando vengono spacciate per vere.

Questo romanzo è tipico di James P. Hogan anche per quanto riguarda i difetti. I personaggi continuano a essere il punto debole della serie: ad esempio, il leader dei Jevlenesi mi è parso un cattivo troppo sopra le righe, fino a diventare una macchietta e secondo me ciò indebolisce la storia.

Alla fine, “La stella dei giganti” è un romanzo che mi è parso un po’ eterogeneo per i diversi elementi inclusi e non completamente riuscito. Complessivamente, l’ho trovato comunque abbastanza buono perciò se avete letto i precedenti secondo me vale la pena di leggere anche questo.

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