È un giallo la distruzione del robot autostoppista hitchBOT

Il robot autostoppista hitchBOT a un'esibizione nel settembre 2014
Il robot autostoppista hitchBOT a un’esibizione nel settembre 2014

La storia della distruzione del robot autostoppista hitchBOT (foto ©Archie) a Philadelphia si è diffusa rapidamente su Internet. La storia era particolare perché il protagonista era un robot ma sembrava che la sua disavventura fosse la conseguenza di un volgare atto di vandalismo, tanto più dopo che un video della sua distruzione era spuntato in rete. Invece, l’analisi del video prova che si tratta di un falso perciò ora la storia si è trasformata in un giallo con due sospettati.

HitchBOT era un robot che da oltre un anno è stato il protagonista di una serie di esperimenti. Creato da David Harris Smith della McMaster University e da Frauke Zeller della Ryerson University, entrambe in Ontario, nel Canada, era sostanzialmente un computer che forniva una rudimentale capacità di interazione con gli esseri umani in un corpo rozzamente androide. Un dispositivo GPS e una connessione 3G permettevano ai suoi costruttori di conoscere la sua posizione.

Il robot hitchBOT non poteva muoversi da sé e si affidava quindi alle persone per i suoi spostamenti. Quasi esattamente un anno fa, ha trascorso quasi un mese facendo l’autostop in Canada e, grazie all’aiuto di persone comuni, è riuscito a compiere un viaggio dalla Nuova Scozia alla Columbia Britannica, il che significa dalla costa est a quella ovest.

Nel febbraio 2015, hitchBOT ha viaggiato per alcuni giorni in Germania, sempre facendo l’autostop. Il 17 luglio 2015, hitchBOT ha cominciato un nuovo viaggio negli USA con l’intenzione di attraversare la nazione partendo dalla costa est. Dopo aver attraversato alcuni stati del New England, la sua nuova avventura è terminata tragicamente il 1 agosto con la sua distruzione da parte di ignoti a Philadelphia.

Parecchie persone, anche nell’area di Philadelphia, hanno offerto il loro aiuto per ricostruire hitchBOT ma la storia è diventata un giallo dopo un vlogger ha messo on line il presunto video della distruzione del robot. L’origine del video è stata attribuita a una telecamera di sicurezza e il vlogger che l’ha pubblicato è una delle due ultime persone ad aver dato un passaggio a hitchBOT.

Su Internet è facile trovare molte persone in grado di trovare incongruenze in un video e ieri quello della presunta distruzione di hitchBOT è stato esposto come falso. A questo punto, è inevitabile chiedersi se il vlogger abbia solo voluto farsi pubblicità e soprattutto se sia uno dei colpevoli della distruzione del robot. Nel dubbio, per ora non faccio il suo nome anche se è facile trovarlo.

HitchBOT è stato creato come esperimento sociale per studiare le reazioni degli esseri umani quando hanno a che fare con un robot, pur con i suoi limiti. Le reazioni che si sono scatenate su Internet dopo la sua distruzione e il giallo attorno a quell’evento potrebbero fornire al team che lo seguiva più dati su cui riflettere di quanto pensassero.

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