I Golden State Warriors vincono il titolo NBA 2015

Andre Iguodala con Team USA nel 2012 (Foto Tim Shelby)
Andre Iguodala con Team USA nel 2012 (Foto Tim Shelby)

I Cleveland Cavaliers hanno raggiunto le finali battendo i Boston Celtics 4-0 nel primo turno, i Chicago Bulls 4-2 nelle semifinali di Conference e gli Atlanta Hawks 4-0 nelle finali di Conference. Sono alle loro prime finali NBA da quelle perse nel 2007.

I Golden State Warriors hanno raggiunto le finali battendo i New Orleans Pelicans 4-0 nel primo turno, i Memphis Grizzlies 4-2 nelle semifinali di Conference e gli Houston Rockets 4-1 nelle finali di Conference. Sono alle loro prime finali NBA da quelle vinte nel 1975.

Gara 1. Oakland, 4 giugno 2015. Dopo un inizio lento ed equilibrato, i Cleveland Cavaliers sono i primi ad avere un vantaggio significativo grazie soprattutto ai canestri di LeBron James e J.R. Smith e alla superiorità ai rimbalzi arrivando anche sul 26-13. I Golden State Warriors cercano di reagire e il primo quarto finisce 29-19 per gli ospiti. Nel secondo quarto la differenza viene fatta soprattutto dai giocatori che escono dalla panchina dei Warriors. Barbosa, Iguodala e Speights permettono alla loro squadra di recuperare e di passare in vantaggio quando anche Stephen Curry comincia a segnare. È solo grazie a Shumpert che alla fine del primo tempo il vantaggio per i padroni di casa è solo di 51-48. Nel terzo quarto James e Kyrie Irving danno un nuovo vantaggio ai Cavaliers, che arrivano sul 59-52. La gara diventa molto equilibrata con solo piccoli parziali e il terzo quarto finisce 73-73. Nel quarto quarto, LBJ tenta di prendere il controllo ma i Warriors ribattono con canestri da vari giocatori. Il finale è molto intenso ma alla fine la parità persiste sul 98-98. Nel tempo supplementare, è soprattutto Curry a trovare la lucidità necessaria a segnare mentre James tira male. Irving è costretto a tornare negli spogliatoi a causa di un infortunio e purtroppo risulterà che ha una frattura alla rotula del ginocchio che lo taglia fuori dalle finali. Con i Cavaliers incapaci di segnare, i Warriors dominano per vincere Gara 1 per 108-100  per portarsi sull’1-0 nella serie finale.

Gara 2. Oakland, 7 giugno 2015. Come in gara 1, l’inizio è lento ed equilibrato ma stavolta i Golden State Warriors sono i primi a prendere un vantaggio arrivando sul 20-12, grazie soprattutto a Klay Thompson. I Cleveland Cavaliers reagiscono con un parziale di 8-0 e il primo quarto finisce sul 20-20. Il secondo quarto è per certi versi uno scontro tra Thompson e LeBron James e i Cavaliers riescono a raggiungere il vantaggio massimo sul 40-33. Stephen Curry ha iniziato male la partita ma riesce a contribuire ma alla fine del primo tempo i Cavaliers hanno ancora un piccolo vantaggio sul 47-45. Nel terzo quarto la tensione è notevole e le segnature poche. La squadra ospite mantiene un vantaggio che alla fine del terzo quarto è di 62-59. Nel quarto quarto i Cavaliers sembrano poter prendere il controllo della partita grazie anche al sorprendente Dellavedova, che riesce a limitare Curry. Gli ospiti toccano il vantaggio massimo sull’83-72 a poco più di 3 minuti dalla fine. I Warriors però riescono a segnare qualche canestri e sfruttano qualche errore dei Cavaliers e di nuovo i regolamentari finiscono in parità 87-87. Stavolta però nel tempo supplementare i Cavaliers riescono a segnare cominciandolo con un parziale di 5-0. La squadra di casa recupera e nell’ultimo minuto passa perfino in vantaggio ma Dellavedova e LeBron James, che finisce la partita con una tripla doppia, segnano i liberi che danno ai Cavaliers la vittoria per 95-93 per pareggiare la serie finale sull’1-1.

Gara 3. Cleveland, 9 giugno 2015. L’inizio è decisamente migliore per i Cleveland Cavaliers, che hanno segnature da vari giocatori mentre i Golden State Warriors hanno scarsi risultati con tiri spesso affrettati. I padroni di casa prendono il primo buon vantaggio sul 12-5 ma gli ospiti cominciano a segnare e il primo quarto finisce con un vantaggio risicato dei Cavaliers sul 24-20. Il secondo quarto è equilibrato con Cleveland che cerca di allungare e Golden State che riesce sempre a tornare a contatto. Il primo tempo finisce con i Cavaliers in vantaggio per 44-37. Nel terzo quarto, Cleveland aumenta il vantaggio con i Warriors che sembrano fare davvero fatica. I padroni di casa raggiungono il 51-41, dopo qualche minuto il 61-48 per toccare perfino il 68-48. Stephen Curry sembra finalmente riuscire a segnare e il terzo quarto finisce con Cleveland saldamente al comando sul 72-55. Nel quarto quarto, i Warriors si risvegliano e cominciano a rosicchiare punti su punti e la partita torna a essere vera quando si avvicinano pericolosamente agli avversari. Negli ultimi minuti, Golden State riesce quasi a pareggiare sull’81-80 ma Dellavedova e LeBron James, che conclude con 40 punti, sono i protagonisti dell’ultimo sforzo dei Cavaliers per vincere gara 3 per 96-91 per portarsi in vantaggio sul 2-1 nella serie finale.

Gara 4. Cleveland. 11 giugno 2015. I Golden State Warriors partono con Iguodala in quintetto con Green come centro ma almeno all’inizio la mossa di coach Steve Kerr non funziona perché i Cleveland Cavaliers iniziano la partita con un 7-0. Gli ospiti però cominciano a segnare, si avvicinano e dopo quasi otto minuti di gioco raggiungono il 20-20. La tendenza continua e i Warriors terminano il primo quarto in vantaggio per 31-24. Nel secondo quarto, il vantaggio degli ospiti aumenta fino al 48-33 con i Cavaliers che sembrano davvero faticare e per loro va bene che alla fine del primo tempo siano sotto 54-42. Nel terzo quarto, i padroni di casa sembrano decisamente più vogliosi di lottare e recuperano fin quasi a raggiungere gli avversari sul 65-62. I Warriors resistono e terminano il terzo quarto in vantaggio per 76-70. L’inizio del quarto quarto è nuovamente in favore degli ospiti, che aumentano ancora il vantaggio. I Cavaliers non sembrano avere le energie necessarie per lottare e gli ultimi minuti sono “garbage time”. La partita finisce 103-82 per i Warriors, che riportano la situazione nella serie finale in parità sul 2-2.

Gara 5. Oakland. 14 giugno 2015. La partenza è buona per i Golden State Warriors, che arrivano sull’8-2 ma J.R. Smith cerca di farsi perdonare la brutta gara 4 e risponde con due triple. Il primo quarto diventa equilibrato e per i padroni di casa un sorprendente Draymond Green segna 10 punti per concluderlo sul 22-22. Nel secondo quarto Smith continua a segnare ma anche LeBron James dà il suo contributo ai Cleveland Cavaliers e dall’altra parte Stephen Curry risponde segnando a sua volta. Il risultato è che il primo tempo termina con i Warriors in vantaggio per 51-50. Nel terzo quarto, i padroni di casa sembrano avere qualcosa di più rispetto ai Cavaliers, che tirano male e rimangono a contatto solo perché riescono a fermare il contropiede avversario. Il terzo quarto finisce con i Warriors in vantaggio per 73-67. Nel quarto quarto LeBron James prova ancora a recuperare il distacco e quasi ce la fa mantenendo quasi da solo i Cavaliers a contatto per parecchi minuti. Tra i padroni di casa le segnature di vari giocatori ma soprattutto i 17 punti di Curry nel quarto per un totale di 37 nella partita determinano una nuova fuga con un vantaggio che si amplia fino al 104-91 finale che porta i Warriors in vantaggio sul 3-2 nella serie finale.

Gara 6. Cleveland. 16 giugno 2015. L’inizio è lento per entrambe le squadre ma dopo qualche minuto i Golden State Warriors cominciano a prendere un vantaggio, in particolare grazie ad Andre Iguodala. Il primo quarto finisce 28-15 per gli ospiti. Nel secondo quarto i Cleveland Cavaliers reagiscono, anche grazie a un grande lavoro di Mozgov vicino a canestro. Il terzo fallo di Iguodala rallenta i Warriors e i padroni di casa tornano a contatto perciò il primo tempo finisce con un vantaggio minimo degli ospiti sul 45-43. All’inizio del terzo quarto i Cavaliers riescono perfino ad andare in vantaggio sul 47-46 ma è un attimo perché i Warriors riprendono a segnare con Iguodala ma anche altri giocatori e tornano in vantaggio. LeBron James tenta di guidare la sua squadra a un’altra reazione ma gli ospiti terminano il terzo quarto in vantaggio per 73-61. Nel quarto quarto i Cavaliers tentano di tutto per recuperare ma soprattutto le segnature di Curry e Iguodala, che terminano entrambi con 25 punti, mantengono gli ospiti in vantaggio. Due triple di J.R. Smith danno l’ultima speranza ai Cavaliers, che si avvicinano sul 101-97 ma Curry e Iguodala segnano gli ultimi punti per dare ai Warriors la vittoria per 105-97 che dà loro il 4-2 nella serie e quindi la conquista del titolo NBA 2015.

In una stagione segnata dagli infortuni, è certamente possibile che la vittoria nelle finali sia stata influenzata da essi. Coach David Blatt ha dovuto gestire una squadra che ha perso Kevin Love e Kyrie Irving, tuttavia ha trovato un eroico Dellavedova che ha fatto cose incredibili contro Stephen Curry. Blatt ha ricevuto parecchie critiche ma questo fa parte del gioco ed è possibile che non abbia ancora abbastanza credibilità nell’NBA e quindi venga trattato con severità.

LeBron James ha giocato una finale con cifre incredibili guidando i Cleveland Cavaliers nei punti ma anche nei rimbalzi e negli assist. Mancava solo che pulisse il campo alla fine di ogni partita! È comprensibilmente deluso per la sconfitta e c’è già chi pensa che abbandonerà di nuovo Cleveland. Tutto sommato, avrebbe solo bisogno di avere compagni di squadra sani per avere maggiori probabilità di vincere un altro titolo NBA.

I Golden State Warriors avevano vinto un titolo NBA nel 1975, praticamente un’altra era geologica. In questa stagione hanno dimostrato di essere un’ottima squadra fin dall’inizio della stagione regolare. Stephen Curry è stato il loro leader ma la sorpresa di avere Andre Iguodala come MVP delle finali NBA dimostra l’importanza non solo dei punti segnati ma anche del duro lavoro difensivo contro LeBron James.

Per i Golden State Warriors si tratta di una grande vittoria che rappresenta il culmine di anni di lavoro da parte di giocatori e dirigenti con continui miglioramenti. Ora la squadra ha imparato a vincere e questo è un elemento fondamentale, perciò nelle prossime stagioni credo che tutte le squadre che vorranno provare a vincere il titolo NBA dovranno fare i conti con loro.

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